Una chiamata all’improvviso. E Camisa ritrova il Lecce: intesa in un attimo

Il difensore salentino ha raccontato in conferenza come ha saputo dell'interessamento della squadra che lo ha portato in serie A dopo una splendida trafila nel settore giovanile: "Non ho parlato con nessuno dei miei fino a che non ho firmato"

Il difensore salentino.

LECCE – La chiamata arriva di domenica, all’ora di pranzo. Dall’altro capo del telefono, un dirigente del Vicenza fa sapere ad Alessandro Camisa dell’interessamento da parte della squadra con cui ha fatto tutta la trafila delle giovanili fino all’esordio in serie A, con Zeman in panchina. Ricordi ed emozioni si accavallano in un istante. E già dopo poche ore, con l’accordo raggiunto in un albergo di Milano, torna a essere un calciatore dell’Us Lecce: dopo il biancorosso vicentino, il giallorosso ritorna d’improvviso nella vita di Alessandro Camisa: il calciatore ha raccontato oggi ai cronisti di non aver fatto parola con nessuno della trattativa lampo fino al momento della firma. Fino al momento il cui le lancette dell’orologio non hanno ricominciato a girare, ferme com’erano, in un punto della sua testa, al rimpianto di non aver potuto dimostrare per intero il proprio valore.

Sono trascorsi otto anni da quando è andato via in cerca di fortuna: un infortunio al ginocchio ha pesato molto sull’interruzione del rapporto con il club nel quale era arrivato ragazzino e poi, da capitano di una irripetibile formazione Primavera, ha vinto tutto quello che c’era da vincere. “Questa è la mia casa – ha detto il difensore centrale in conferenza stampa -. Lasciare il Lecce per me è stata una batosta. Sapere che ora ho la possibilità di dare il mio contributo mi riempie di orgoglio. Giocare con questa maglia non è facile per la responsabilità di cui ti carica, ma per me è anche un valore aggiunto”.

“Non avrei accettato di venire per comodità – ha proseguito poi Camisa per far intendere di essersi già calato nella parte con lo spirito battagliero che serve per ambire a traguardi ambiziosi – perché Lecce e i tifosi meritano rispetto”. Interpellato poi sull’ipotesi che della squadra diventi addirittura il capitano, come sui social network qualche fan ha proposto, è lo stesso calciatore a sbarrare la strada a qualsiasi sommovimento interno allo spogliatoio: “Arrivo in punta di piedi, ci sono delle gerarchie, un capitano (Papini, ndr) che è stato scelto dall’allenatore ed è giusto che sia lui”.

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Camisa farà parte di un reparto che ai nastri di partenza del campionato presenta solide credenziali: con Abruzzese in partenza (Monopoli?), resta il solo Beduschi del pacchetto dello scorso campionato. Lo Bue, Liviero, Cosenza, Freddi – provenienti tutti dalla serie B - il giovane Gigli: la vera rivoluzione del Lecce è nella difesa. Prima di raggiungere Martignano per il primo allenamento con i nuovi compagni, il calciatore salentino -nato a San Cesario di Lecce e cresciuto a Monteroni insieme al cugino, Graziano Pellè, attaccante nel giro della Nazionale maggiore - ha voluto ringraziare il club per l’opportunità che gli è stata concessa. E che intende sfruttare fino in fondo per onorare il contratto biennale che ha sottoscritto.

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