XTerra World Championship, una immensa Manco nell'inferno di Maui

In condizioni climatiche proibitive, con onde alte e un mare di fango, l'atleta della Nest ha superato se stessa disputando un'ottima gara

LECCE – C’è un po’ di rimpianto e la consapevolezza di aver compiuto una grande prova e una vera impresa negli occhi, nel cuore e nelle parole di Sabrina Manco, l’atleta dell’Asd Nest che ha rappresentato il Salento nella finale del campionato mondiale di triathlon della specialità “Xterra”, nell'isola di Maui alle Hawaii. Il rimpianto di aver mancato un podio che era nelle sue possibilità (come dimostra il terzo tempo conquistato nella frazione di bike della sua categoria), la consapevolezza di aver conquistato il decimo posto di categoria in un campionato mondiale, confrontandosi con le migliori specialiste del pianeta, in una gara condizionata da condizioni climatiche e ambientali proibitive, assai diverse da quelle con cui la piccola grande triatleta di Cavallino è abituata a misurarsi.

Le difficoltà sono iniziate già dalla fase di riscaldamento in mare, nell’incantevole spiaggia D.T. Fleming Beach di Kapalua, a nord dell’isola. Si comincia con mille e 500 metri di nuoto tra le onde alte dell’oceano. “L’ingresso in acqua non è stato difficile – spiega Sabrina –, il problema è iniziato dopo la seconda boa. Le onde erano alte come muri, mi hanno travolto e trascinato”. Seppur in balia delle onde Sabrina non si è persa d’animo: “Ho pensato che ritirarmi, soprattutto nella frazione di nuoto, sarebbe stato imperdonabile. Poi mi sono concentrata su tutti i sacrifici fatti, su mio marito Paolo e il mio maestro Stefano, con tutto quello che mi ha insegnato fino ad ora. Abbandonare sarebbe stato un fallimento per entrambi. Un sacco di pensieri mi sono passati per la testa. Ho continuato a lottare contro la forza dell’oceano e sono riuscita a uscire da quell'inferno”.

Conclusa la prima frazione Manco si è avviata verso la zona cambio: “Sono uscita dall’acqua sfinita, con lo stomaco sottosopra, la nausea e la gola in fiamme. Ho impiegato un’eternità per indossare le calze e le scarpe, iniziando la prova in bici tra le ultime in assoluto”.

In sella alla sua mountain bike la triatleta salentina ha recuperato fiducia e forza, tornando la campionessa tenace di sempre, superando, in un mare di fango, uomini e donne, e soprattutto atlete della sua categoria. Poi una caduta che ha rallentato la rincorsa verso il podio. “Ho chiuso la frazione di bike con una grande recupero – spiega Sabrina –, ma nella corsa ho dovuto fare i conti con la stanchezza, le gambe pesanti e un terreno fangoso in cui correre era quasi impossibile, in molte zone bisognava arrampicarsi aggrappandosi agli alberi e ai cespugli per avanzare e non scivolare”. Spossata dalla fatica e dai postumi della prova di nuoto l’atleta di Cavallino ha stretto i denti e proseguito la sua corsa, fino al meritato traguardo: “Per me è stata un’emozione immensa, mi sono sciolta in un pianto liberatorio per aver terminato la gara più dura di tutta la mia vita, soprattutto mentalmente”. “Ringrazio – dice Sabrina – tutti quelli che hanno fatto il tifo per me e soprattutto mio marito Paolo, al mio fianco in questa fantastica avventura alle Hawaii, il maestro Stefano De Razza, Michele Carrozzo di Nutrion Lab, la Nest e gli sponsor che mi hanno sostenuto: la parafarmacia San Vito a Lecce; il BarRito; Donato Giannuzzi (www.donatogiannuzzi.it) e Steel Your Life”

Per lei nel cuore e nella mente ricordi, emozioni e suggestioni indimenticabili, con una medaglia da stringere con orgoglio e soddisfazione. L’atleta della Nest ha onorato la sua maglia e il Salento, con la consapevolezza che l’appuntamento con il podio iridato è solo rimandato.

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