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Video | Riuniti a San Matteo per l'arrivederci della città all'amico Francesco

È morto la scorsa notte, all'età di 75 anni, uno dei personaggi più famosi di Lecce: Francesco Santoro

 

“Bravo Francesco!”, ha urlato qualcuno, dal fondo. Poi l’applauso, scrosciante, sincero, di quanti questo pomeriggio – e non erano pochi – hanno sfidato il freddo per stringersi attorno alla famiglia di Francesco Santoro, in arte Millelire, l’uomo che ha incarnato il volto pulito del divertimento, l’anima della movida e delle discoteche, il pr eternamente giovane a dispetto della fluente barba bianca che, come scherzava in uno dei suoi ultimi video, “non è vecchiaia, ma saggezza”. Conosciuto in tutto il Salento e anche fuori dai confini della provincia di Lecce, era ormai un’icona.

E quale chiesa migliore di San Matteo, per accoglierlo in questo saluto. Un “arrivederci”, come ha voluto sottolineare più volte don Attilio Mesagne, celebrandone le esequie, nel cuore di quella città vecchia che è tempio del barocco e della cultura di giorno e della vita mondana di notte. Perché abitava in via Carlo Russi, Francesco, ma la sua casa era molto più grande. La sua casa era tutto il centro storico, in cui amava aggirarsi sempre elegante e composto, mite di carattere e nel contempo arguto e spassoso, eternamente inebriato solo e soltanto della gioia di vivere, senza mai aver preso una sbronza alcolica. Uomo d’altri tempi eppure modernissimo, più giovane di tanti giovani. “Perché la giovinezza è uno stato della mente”.

“Se n’è andato un pezzo di storia”, ha detto qualcuno, poco prima che il feretro uscisse dalla chiesa. Quanto Francesco fosse amato, s’è visto dalle presenze. La sua famiglia in prima linea, accanto gli amici, di contorno esponenti della vita pubblica defilati per non rubare la scena, tanti gestori di locali, persone di ogni età e ceto. Fra cui tanti giovani ed ex giovani. Perché Francesco si vantava di aver cresciuto più generazioni. Diventato egli stesso personaggio pubblico - quantomeno nel locale -, aveva però una dimensione privata rilevante, che don Attilio ha rimarcato, ricordando Francesco più volte non solo come amico (di tanti), ma anche e soprattutto come fratello e genitore.

E lui sapeva separare molto meglio di tanti divi o presunti tali a uso e consumo (rapido) di web e tv la dimensione pubblica, in cui mostrava una vivacità e una simpatica irriverenza da attore consumato (e il gruppo di attori locali The Lesionati ne aveva esaltato le doti) da quella privata. Tanto che della malattia che lo stava consumando e che l’avrebbe portato via a 75 anni, ben pochi sapevano qualcosa. E' il valore della riservatezza, sempre più dimenticato. E una cosa è certa: nella mente dei leccesi, Francesco Millelire vivrà in eterno.

Qui l'articolo sulla scomparsa.otrebbe interessarti: http://www.lecceprima.it/attualita/lecce-morto-francesco-millelire-7-gennaio-2020.html
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