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Foto di repertorio del Dea.

Foto di repertorio del Dea.

Sugli ospedali l'onda lunga dell'epidemia. E nel 2021 più di sette ricoveri al giorno

Quasi triplicata la media quotidiana degli ingressi nei reparti Covid che, dopo l'estate, non si sono mai svuotati del tutto. All'inizio dell'anno i pazienti nelle strutture erano già pari ai due terzi di quelli attuali

LECCE - Nel primo trimestre del 2021 (dati al 19 marzo) negli ospedali Covid della provincia di Lecce ci sono stati in media 7,5 ricoveri al giorno di pazienti Covid, a fronte di 2,7 nel periodo da marzo a dicembre 2020. La media è naturalmente un espediente perché gli ingressi variano con il variare dell'andamento dell'epidemia (ci sono fasi di stress e fasi in cui si tira il fiato), ma è molto utile per avere un'idea concreta di ciò che è avvenuto e sta avvenendo.

Se al 31 dicembre 2020 gli ingressi per ricovero erano arrivati a quota 826 da inizio epidemia, al 19 marzo, data dell'ultimo report settimanale Asl, il totale era salito a 1.409: un incremento molto deciso, dunque, pari a 583 unità. In pratica, in nemmeno tre mesi pieni, si è già registrato il 70 percento dei ricoveri dal 29 febbraio al 31 dicembre 2020. 

Con il passare dei mesi la disponibilità di posti letto Covid è aumentata, ma esiste un problema oggettivo di personale e la capienza attuale è sostanzialmente molto vicina al limite raggiungibile: secondo il report Asl più recente sono 181 i pazienti ricoverati e l'andamento sostenuto del contagio in queste ultime settimane fa presupporre che il "picco" di carico ospedaliero è ancora di là da venire.

Va subito precisato, poi, che i reparti dedicati – a Lecce, Galatina, Copertino (e San Cesario di Lecce per post acuzie) - non si sono mai svuotati dopo l’impennata di contagi di ottobre e novembre: ecco dunque che a un carico preesistente si è aggiunto in queste settimane il sovraccarico.

Negli ospedali il nuovo anno non è iniziato con tutti i posti letto Covid disponibili, ma con un saldo di 98 degenze ospedaliere che l’8 gennaio era già diventato di 115, poi di 173 a inizio febbraio. A questo trend di crescita ne ha fatto seguito uno di segno inverso, fino al dato di 129 ricoverati il 5 marzo, ma poi il numero dei degenti ha ricominciato a salire. Per quanto riguarda le dimissioni (inclusi i decessi in ospedale), in questo scorcio di 2021 ne sono state registrate 506.

La difficoltà di tenuta del sistema ospedaliero si inserisce dunque in una scia di lungo periodo ed è un errore ricondurre la situazione attuale alla terza ondata epidemica che ha lasciato evidente traccia di sé a partire dalla fine di febbraio con un aumento del rapporto tra positivi e persone sottoposte a tampone che dal 12 percento circa è arrivato praticamente al 20.

Nel reparto di Anestesia e Rianimazione del "Vito Fazzi" di Lecce, dove risultano ora 24 pazienti (19 marzo), il carico minore per quanto riguarda il 2021 è stato di 13 all’inizio di marzo, mentre in Pneumologia Covid (al Del del "Vito Fazzi") il minimo è stato di 27, mentre il dato più recente è di 52. Sono questi due i reparti a più alta intensità di cure. Intervenendo ieri nell’ambito di un webinar curato dal Comune di Galatone (il sindaco è Flavio Filoni), il responsabile di Pneumologia presso il Dea, Francesco Satriano, ha spiegato che degli attuali pazienti otto sono in terapia subintensiva e altri otto posti dello stesso tipo sono pronti per essere attivati.

A proposito del Comune di Galatone, l'amministrazione ha “liberato” i dati relativi ai casi positivi, agli isolamenti domiciliari e al numero delle dosi di vaccino somministrate, a partire da gennaio, sulla base delle comunicazioni di prefettura e Asl. È il primo ente locale del Salento a mettere a disposizione queste informazioni come open data.

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