Trentatré nuovi positivi, 15 nel Salento. Aumenta la capacità di processare tamponi

Sono poco meno di 2.700 i campioni analizzati, la percentuale di casi di Covid-19 è dell'1,2. Entrate in funzione le nuove attrezzature che consentiranno, a regime, di "lavorare" fino a diecimila test in un giorno

LECCE - Trentatré tamponi positivi al Covid-19 su 2.694 campioni processati (1,2 percento): il bollettino epidemiologico regionale, dal punto di vista dei casi confermati di infezione, riporta le lancette dell'orologio indietro fino alla prima decade di maggio, ma, per fortuna, rispetto ad la variabile più funesta, quella dei decessi, appare in fase pressoché statica: nell'ultima settimana una sola vittima. Rispetto a ieri, inoltre, si registra un ricovero in meno: nelle strutture ospedaliere ci sono 55 pazienti (sempre tre quelli in terapia intensiva).

Come nel bollettino precedente, è la provincia di Lecce a far la parte del leone: 15 gli esiti positivi, che il direttore generale della locale Asl, Rodolfo Rollo, così giustifica, vedendo il bicchiere mezzo pieno (leggera differenza: nel computo del direttore i casi sono 16 più uno relativo a un cittadino residente fuori regione, ndr): "Continua con efficacia il tracciamento e la sorveglianza epidemiologica nella nostra provincia. Oggi registriamo 8 casi positivi in isolamento in quanto contatti stretti di persone positive già note, 2 casi per i quali sono in corso le indagini epidemiologiche, 3 salentini rientrati da Malta, 3 stranieri  presenti sul territorio provinciale e un caso proveniente da fuori regione". Nel complesso in provincia di Lecce, dall'inizio dell'epidemia, sono stati riscontrati 634 casi di infezione da nuovo coronavirus. 

Leggi il bollettino del 19 agosto

Il trend conferma dunque una ripresa della circolazione e la necessità di riportare alta la guardia rispetto al distanziamento fisico, al lavaggio frequente delle mani, all'utilizzo della mascherina (sempre nei luoghi chiusi e comunque laddove, anche all'aperto, non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza). Intanto oggi sono entrate in funzione le nuove attrezzature da laboratorio che consentiranno, a regime, di processare fino a 10mila tamponi al giorno (nella fase iniziale se ne analizzeranno 2mila). Si tratta di estrattori, amplificatori e altri dispositivi per aumentare la capacità quotidiana di screening e per accorciare i tempi di attesa per il responso: oggi ci vogliono tra le quattro e le sei ore, con la nuova filiera ne saranno necessarie poco più di due. 

Una risposta rapida è essenziale per tenere insieme la macchina del tracciamento affidata ai vari dipartimenti di prevenzione: prima si ottiene una risposta, prima si ricostruisce la catena dei contatti dell'eventuale infetto. Acquistate e messe in funzioni le attrezzature necessarie, è auspicabile ora che anche la dotazione organica venga adeguata agli standard voluti per andare incontro all'autunno: "Oggi abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti per affrontare in sicurezza l’autunno, in vista della riapertura delle attività produttive, scuole e università - ha scritto in un post il governatore, Michele Emiliano -. Abbiamo messo in funzione una “macchina” in grado di fare 10mila tamponi al giorno e avere il responso in sole due ore: questo significa che potremo organizzare ampie campagne di screening. Questo nuovo laboratorio Covid19 è tra i più grandi in tutta Italia per capacità di analisi". 

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