Il portone d’ingresso del Duomo di Lecce tornerà al suo antico splendore

Presentato il progetto di restauro dell’opera realizzata alla fine del 17esimo secolo. I lavori, frutto della collaborazione tra Arcidiocesi e Confartigianato, saranno completati a marzo

LECCE - Il suo nome è rimasto sconosciuto ed è forse proprio questo a rendere ancora più straordinario il portone in legno della Cattedrale di Lecce, lasciando che diventasse simbolo di un’intera categoria, quella degli artigiani-artisti della nostra terra. Sono note invece le mani di chi restituirà all’opera l’originale splendore. Sono quelle di Giuseppe Tritto (42 anni, di Lecce) e Adriana Falco (66 di Lecce). Dallo scorso gennaio, i due esperti sono impegnati nel restauro del portone dell’ingresso principale del Duomo che sarà completato, salvo imprevisti, entro il mese prossimo. Il progetto, finanziato con 35mila euro dei fondi 2X1000, è frutto della collaborazione dell’Arcidiocesi e di Confartigianato Imprese Lecce, con l’intervento di Ancos, Comitato provinciale di Lecce.

“I beni culturali ed ecclesiastici sono i beni di tutta la cittadinanza. La piazza non è del vescovo ma della comunità, perché sia utilizzata per tutte le manifestazioni in sintonia con l’ambiente”, ha affermato l’Arcivescovo Michele Seccia questa mattina presso l’Episcopio, dove è stata presentata l’iniziativa.

 “Non sappiamo chi ha realizzato il portone. Era un artigiano come tanti altri, ma che ha saputo realizzare una grande opera d’arte. Rappresenta la porta d’ingresso da aprire, per mostrare al mondo tutta la ricchezza del nostro artigianato artistico, che non è solo quello della cartapesta o della terracotta, ma anche quello della scultura, della pittura, del calzaturiero, del manifatturiero”, ha evidenziato il presidente di Confartigianato Lecce Luigi Derniolo, secondo il quale “la grande industria ci fa sembrare tutti uguali. Nelle nostre botteghe, invece, non troveremo mai qualcuno uguale all’altro, perché in ogni prodotto c’è una parte dell’artigiano stesso, una parte della sua anima. Ed è questo valore aggiunto che può differenziare il nostro territorio e che vale la pena tutelare. Speriamo che, dopo l’apertura di questa porta, se ne aprano tante altre”, ha concluso Derniolo.

La relazione tecnica e gli obiettivi

Il portone (dalle dimensioni di 560 cm X 260 cm) è stato realizzato alla fine del 17esimo secolo in legno larice. Si caratterizza per una struttura cassettoni organizzata su due ordini orizzontali di forma quadrata e rettangolare realizzati tramite applicazioni in modanatura su larghi assi di fondo. L'apertura è quella tipica dei grandi portoni degli edifici religiosi, ossia articolata su quattro ante -due più piccole, ad uso quotidiano, e due grandi, più grandi, per le grandi occasioni - gestite da un sistema interno di serramenti e ferro forgiato. Internamente, il portone presenta una suddivisione a cassettoni più semplice di quella esterna realizzata ad incastro nella struttura di fondo. Il portone risulta particolarmente compromesso sia nella sua valenza estetica che strutturale: è completamente rivestito da svariati strati di cementite e smalti inidonei applicati durante il passare degli anni.

L'esterno si caratterizza per il colore verdone tipico dei rifacimenti a smalto del XX secolo, mentre all'intero lo smalto utilizzato è di colore beige. Su varie porzioni del portone, non ricoperte da vernice, si nota un supporto ligneo ingrigito e sfibrato, a causa dell'assorbimento di acqua piovana e dell'esposizione ai raggi solari. A livello strutturale si notano subito numerose mancanze di supporto ligneo e grossolani rattoppi e ripristini della verniciatura; le apertura delle ante risultano difficoltose, i serramenti risultano modificati e sostituiti a volte inidonei, sconnessi e comunque ricoperti da vernici, cementiti e ruggine. Sono visibili alcune parti modanate scollate, lesioni e deformazioni del supporto ligneo.

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Il portone ha subito un importante intervento di ripristino strutturale databile, alla fine dell'Ottocento, che ha modificato tutta la parte bassa del portone sino all'altezza di circa 2 metri e 50, con l'eliminazione delle cornici modanate e l'applicazione di nuove assi di legno inchiodate sul supporto originale sicuramente molto degradato. Avendo cambiato così livelli del fondo le cornici dei riquadri sono state modificate, quindi risultano differenti da quelle originali, visibili nella parte alta del manufatto. L'eliminazione di questo rivestimento su alcuni pannelli ha messo in luce il legno originale che non presenta colorazioni di alcun genere.

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L'obiettivo dell'intervento è quello di eliminare tutte le sovrastrutture inidonee per morfologia e composizione in modo da riportare alla luce le fibre del legno che raccontano la storia di questo manufatto artistico. Altro aspetto importante sarà quello della funzionalità e della sicurezza del portone. Infatti tutti serramenti di chiusura risultano particolarmente degradati, le cerniere con difficoltà consentono l'apertura del portone e le serrature necessitano di un adeguamento di sicurezza. Pertanto sono previste tutto una serie di revisioni dei serramenti e delle chiusure.

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