Fondali e scogliere ripulite dall’inciviltà. Il bilancio del 2018 dei sub della Paolo Pinto

L’associazione di volontariato ha reso noti i dati delle attività di bonifica e pulizia nel mare e sul litorale gallipolino. Ingabbiati quintali di rifiuti, polistirolo e copertoni

bonifica dei fondali della Paolo Pinto

GALLIPOLI  - Un lavoro lungo e fondamentale per ridare dignità e salubrità alle coste, ai litorali e ai fondali del mare gallipolino. Con l’inizio del nuovo anno l’associazione subacquea e di volontariato della “Paolo Pinto” di Gallipoli si appresta a consolidare la sua collaborazione con le istituzioni locali per sostenere le iniziative di tutela ambientale, ma la fase di ripartenza è utile anche per tracciare il bilancio delle iniziative portate a termine nel 2018. Un’attiva di collaborazione e volontariato portata avanti ormai da dodici anni da parte del sodalizio della Paolo Pinto, con il coordinamento di Lucia e Giuseppe Sergi, e che si è tradotto in 205 operazioni ufficiali certificate.     

Le attività che hanno visto coinvolta l’associazione ed i suoi iscritti, sia con operatori subacquei in mare sia con volontari a terra, per il 2018 sono state in totale 47 e molte di queste hanno interessato la rimozione di rifiuti dai fondali nelle aree demaniali e portuali della città bella e anche la bonifica di scogliere e spiagge del litorale. Sono stati raccolti e smaltiti complessivamente 776 sacchi di rifiuti di vario genere e recuperati 116 copertoni. Oltre ad altro materiale inquinante che va dalle varie batterie, motorini, biciclette, svariato quantitativo di bottiglie, casse di polistirolo e via dicendo. Inoltre, su richiesta della capitaneria di porto l’associazione ha partecipato al recupero della barca a vela incagliatasi presso la zona  di Punta Pizzo lungo il litorale sud di Gallipoli.

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L’invito rivolto dai soci della Paolo Pinto è quello di “tutelare e rispettare sempre l’ambiente e il nostro mare”. Nelle ultime operazioni di bonifica, in particolare nell’area del Seno del Canneto, i volontari hanno operato anche con l’ausilio di una gabbia metallica per agevolare le operazioni di recupero dei rifiuti sommersi. A supporto dell’attività dell’associazione si sono attivati anche il Comune di Gallipoli e l’ufficio Ambiente, la capitaneria di porto, le ditte di smaltimento dei rifiuti e i privati che hanno messo a disposizione il mezzo e le attrezzature per le operazioni di recupero.

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