Il Palazzo di giustizia cambia “faccia” grazie ai 4 milioni di euro ottenuti dal Ministero

Procedono a gran velocità i lavori all’immobile di viale Michele de Pietro, che è stato possibile realizzare grazie a due finanziamenti ottenuti attraverso la Corte d’Appello di Lecce

LECCE - In attesa che la “Cittadella della Giustizia” veda la luce, il tribunale di viale Michele de Pietro dice addio al grigiore, si tinge di bianco e cambia faccia.

Procedono a ritmo serrato i lavori di rifacimento dell’immobile, sede della giustizia penale, che è stato possibile realizzare grazie a un primo finanziamento di 400mila euro, al quale ha fatto seguito un secondo e più consistente contributo di 3milioni e 600mila euro. Si tratta di somme ottenute dal Ministero della Giustizia in seguito alle ripetute sollecitazioni del presidente della Corte d’Appello di Lecce Roberto Tanisi, finalizzate a rimuovere i calcinacci a rischio caduta, a risanare i ferri e a pitturare tutti gli esterni.

La prima parte dei lavori terminerà tra qualche giorno, per riprendere subito dopo la stagione estiva. In programma, c’è anche la pitturazione degli uffici dell’immobile, oggetto negli ultimi mesi di diversi gli interventi, come quello della realizzazione di nuova centrale termica (realizzata anche questa grazie al finanziamento ministeriale di 300mila euro), con l’installazione di un moderno impianto più potente e funzionale del precedente, e di una nuova centrale idrica, e quelli nell’aula magna della Corte d’Appello (allestita da un nuovo impianto di amplificazione, da un nuovo sistema di illuminazione, da due maxischermi con relativi videoproiettori, da otto nuovi climatizzatori).

“Particolare attenzione è stata posta alla sicurezza delle strutture e di chi lavora, grazie anche all’ausilio dell’ingegnere Ippazio Morciano, responsabile della sicurezza. Oltre alle verifiche statiche, sono stati interamente sostituiti tutti gli estintori (800), ed è in fase di avvio la procedura di gara per la manutenzione degli impianti antincendio del distretto, è stato monitorato il radon con esito sostanzialmente negativo”, aveva dichiarato il numero uno della Corte d’Appello, lo scorso gennaio, in occasione dell’anno giudiziario.

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