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San Valentino, Coldiretti: "Un'occasione speciale per prendere ossigeno"

La denuncia dell'associazione: "Il settore florovivaistico ha vissuto un crack senza precedenti nel 2020, a causa dell’emergenza Covid con il crollo degli ordini e il blocco dei mercati esteri ed internazionali con milioni di fiori e piante rimasti invenduti

LECCE - "Oltre due pugliesi su cinque regalano fiori per San Valentino, messaggeri d’amore scelti quasi esclusivamente dagli uomini, dalle rose alle viole del pensiero, dalle orchidee alle gerbere nella prima festa degli innamorati dell’era Covid che rappresenta l’occasione per un’importante boccata d’ossigeno per le aziende piegate dalla crisi": a parlare è Coldiretti Puglia, in occasione della mobilitazione per i fiori made in Italy al mercato contadino di Campagna Amica a Lecce e negli agriturismi con le preparazioni dei cuochi contadini a base di fiori eduli.  

Il settore florovivaistico in Puglia con il distretto in provincia di Lecce di Taviano e Leverano (che si estende anche ai comuni limitrofi di Alliste, Maglie, Melissano, Nardò, Porto Cesareo, Racale e Ugento) e quello della provincia di Bari (con al centro della produzione e degli scambi Terlizzi, Canosa, Bisceglie, Molfetta, Ruvo di Puglia e Giovinazzo), e altre realtà aziendali sparse nel resto della regione ha vissuto un crack senza precedenti nel 2020. Questo, ha spiegato l’Associazione, a causa dell’emergenza Covid con il crollo degli ordini e il blocco dei mercati esteri ed internazionali con milioni di fiori e piante rimasti invenduti per un settore che sviluppa in Puglia una produzione lorda vendibile di oltre 300 milioni di euro.

“Il risultato dell’emergenza con il blocco delle vendite è stato di quasi un miliardo di fiori e piante appassiti e distrutti nei vivai in Italia dove sono crollati nel 2020 gli acquisti di fiori recisi, di fronde e fiori in vaso e si sono fermate anche le vendite e l’export di alberature e cespugli, in un periodo in cui per molte aziende si realizza oltre il 75 percento del fatturato annuale”, ha dichiarato Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce.

Insomma, stando all’Associazione, il settore florovivaistico ha pagato un prezzo pesantissimo alla crisi causata dalla pandemia. Un vero e proprio tsunami senza precedenti nella storia dell’Italia dove per effetto delle misure di sicurezza anti virus e dei timori legati al contagio sono stati azzerati eventi pubblici, fiere e assemblee, cresime, comunioni, battesimi e sposalizi.

Solo considerando il periodo gennaio-ottobre 2020 il dilagare del Covid ha provocato il taglio del 50,3% dei matrimoni rispetto allo stesso periodo del 2019. La crisi generata dal virus ha stravolto i programmi di promessi sposi e famiglie e azzoppato i bilanci delle aziende che adesso puntano sull’apertura della stagione 2021 con il tradizionale appuntamento di San Valentino.

Per il presidente Cantele, “in sofferenza anche la bilancia dei pagamenti con calo del 2,7 percento nelle esportazioni nei primi 10 mesi del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, un balzo delle importazioni, che crescono del 18,1%, sempre rispetto ai primi 10 mesi del 2019, per un saldo in contrazione del 17,3% rispetto al periodo gennaio-ottobre del 2019”.

Secondo la Coldiretti, c’è da tutelare il futuro di un comparto e chiave del Made in Italy agroalimentare, con il valore della produzione italiana di fiori e piante stimato in 2,7 miliardi di euro nel 2019. Per salvare imprese e posti di lavoro sono necessari interventi urgenti e concreti su tutte le scadenze, fiscali e non, per la gestione dei dipendenti e l’accesso agli ammortizzatori sociali. La Coldiretti ha chiesto indennizzi a fondo perduto per coprire i danni subiti dalle imprese e garantire la liquidità necessaria a ripartire con i nuovi cicli produttivi, esonerando il settore dal pagamento di imposte e tasse e dei contributi previdenziali e assistenziali.

Inoltre – ha evidenziato l’Associazione regionale – vanno potenziate le risorse e allargate ad una platea più vasta le misure previste per il Bonus Verde, oltre a rilanciare le esportazioni attraverso una adeguata attività diplomatica per la rimozione dei blocchi fitosanitari che ancora sussistono per le produzioni vivaistiche italiane in alcuni paesi. Per aprire nuovi mercati va finanziata la promozione del settore e dei consumi nazionali ed esteri per un vero rilancio di piante e fiori Made in Italy. Infine grandi aspettative dal Recovery Plan: digitalizzazione delle campagne, foreste urbane per mitigare l’inquinamento in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici sono assi strategici di intervento anche per il settore dei fiori e delle piante, per dare sostenibilità alla crescita e garantire la sicurezza ambientale del Paese.

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