Giovedì, 24 Giugno 2021
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"A testa alta": l'iniziativa delle istituzioni contro la violenza sulle donne

La campagna di sensibilizzazione, che comprende un video e la vendita di oggetti prodotti nei laboratori solidali, è stata sostenuta dal Comune di Lecce, dalla Regione Puglia e dalla Questura

In foto: il sindaco Salvemini e l'assessore Miglietta

LECCE – Una mano tesa alle donne vittime di violenza, fisica e morale, e ai loro figli: è questo lo scopo dell'iniziativa “A testa alta”. La campagna di sensibilizzazione, rivolta in primis agli uomini e organizzata dall'associazione "Anna e Valter", vede  il patrocinio della Regione Puglia, del Comune e della Questura di Lecce.

Si tratta di una iniziativa “work in progress” che comprende un video, con le testimonianze realizzate presso le strutture che ospitano giovani donne che hanno scelto di rialzarsi, e lo spot di sensibilizzazione prodotto dalla Honor Design che ha come protagonista la giornalista Alina Spirito e al quale ha partecipato anche l'assessore comunale al Welfare, Silvia Miglietta.

Collaterale al progetto, che mira a creare una rete di relazioni tra le associazioni e le istituzioni, è stata la realizzazione di laboratori solidali che hanno prodotto manufatti e quadri sul tema della violenza. Un messaggio univoco è stato indirizzato a tutte le vittime: “Non siete sole, denunciate”.

“Il lavoro di diffusione di questi messaggi, anche attraverso i social, è particolarmente importante in un momento storico in cui si registra una vera e propria impennata di casi”, ha spiegato l'assessore Miglietta.

“Affrontare il tema della violenza su donne e bambini è una nostra precisa responsabilità - ha chiosato il sindaco, Carlo Salvemini – e altrettanto necessaria è la presenza di servizi ad hoc per aiutare le vittime. Certo, il fatto stesso di dover intervenire a posteriori, è una sconfitta culturale. Fondamentale sarebbe agire a monte, attraverso un'azione di rieducazione sentimentale per ridisegnare i rapporti amorosi e filiali, troppo spesso improntati all'idea del possesso”.

“Dall'inizio dell'anno ad oggi si contano già 40 vittime di femminicidio – ha aggiunto Raffaele Pinto, segretario del movimento Sveglia Lecce -: per questa ragione, iniziative del genere rappresentano modelli positivi capaci di generare azioni positive e infondere coraggio alle vittime”.

“Il tema della violenza deve essere un problema quotidiano, non relegato solo alle manifestazioni del 25 novembre – ha detto Francesca Bottazzi, presidente del network “Impresa mamma” -. Un uomo, lo ricordiamo, arriva a uccidere una donna perché la considera una sua proprietà e, durante il lockdown, il fenomeno ha conosciuto un incremento dell'80 percento. È fondamentale che, intorno alla donna, esista una rete di sostegno che la aiuti a ribellarsi, a denunciare e a superare la paura del giudizio e di non essere creduta”.

“Bisogna parlare di ciò che succede, sempre e comunque – ha confermato Rocco Carrozzo della Polizia di Stato -: noi avvertiamo una forte carenza di informazioni alle vittime. Ricordiamo che le leggi ci sono e sono molto punitive. La divisione anticrimine può dare seguito a provvedimenti restrittivi, di sorveglianza speciale e inibire anche l'uso del telefono e dei computer agli autori di atti di stalking. Le vittime, però, ci devono aiutare, denunciando”.

“Dobbiamo imparare a gestire le emozioni e insegnare un nuovo modo di pensare e un nuovo vocabolario, come ha già fatto l'Ordine dei giornalisti che si sta impegnando a inserire nel testo unico i vocaboli corretti per definire la donna – ha precisato Alina Spirito, giornalista e attrice del video  -. A dire “no” non devono essere solo le vittime ma anche gli uomini, con la loro sensibilità e la loro intelligenza”.

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