Accoglienza braccianti a Boncuri, le misure per l’avvio della stagione agricola

Dalla prefettura le linee guida per l’accoglienza dei lavoratori stagionali nella foresteria di Nardò. Posti dimezzati, assistenza sanitaria e triage per rispettare le norme anti Covid-19. La Cgil rilancia l’albergo diffuso

LECCE - Anche quest’anno in relazione all’arrivo nel territorio provincia di Lecce, e in particolare nell’area di Nardò, dei migranti impegnati nelle raccolte ortofrutticole si è riunito in prefettura il Tavolo provinciale permanente per adottare le misure adeguate all’avvio della stagione agricola che risentirà ovviamente del particolare periodo emergenziale legato alla pandemia da coronavirus. Le prime decisioni importanti assunte dopo due giorni di confronto in videoconferenza riguardano la soluzione alloggiativa che dimezzerà i posti all’interno della foresteria del Villaggio Boncuri di Nardò.

Sostanzialmente si dovrebbe passare dagli attuali 300 a 150 ospiti, in modo da rispondere al meglio all’esigenza del distanziamento sociale. All’interno del campo nel quale possono accedere i lavoratori regolarmente assunti, non vi sarà il servizio mensa, ma solo la consegna di pasti preconfezionati. Per quanto riguarda la mobilità si punterà con apposito bando regionale ad incentivare l’uso delle biciclette e mini-van per evitare trasferimenti in massa con furgoni privati. Presso la foresteria di Boncuri inoltre sarà funzionante, secondo il protocollo sanitario elaborato da Regione e Asl, un sistema di triage e un presidio stabile per l’assistenza sanitaria dei lavoratori stagionali.

La Regione Puglia ha confermato anche per quest’anno la volontà di fornire le disponibilità economiche volte a sostenere il Comune di Nardò nelle attività di allestimento e gestione della foresteria nella zona attrezzata accanto a Boncuri. Inoltre il Piano di azione per la tutela della salute sul lavoro e l’accoglienza dei lavoratori migranti stagionali in agricoltura è stato adeguato alle attuali disposizioni per il contenimento del contagio da Covid 19 e per ogni ulteriore intervento utile a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

Il prefetto Maria Teresa Cucinotta si è espressa con favore per le soluzioni operative individuate che potranno essere ulteriormente potenziate grazie al contributo della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, la cui sezione è stata costituita presso l’Inps di Lecce, e le iniziative dell’Ente bilaterale Cassa Amica per venire incontro ai costi di locazione. Nell’incontro di oggi in prefettura  sono state altresì avviate le intese volte a quantificare i bisogni del mercato del lavoro, al fine di definire eventuali necessità alloggiative. La Coldiretti inoltre ha illustrato il progetto della piattaforma “Job in Country” che potrà aiutare nel definire il fabbisogno del settore agricolo. Si tratta dello sportello online avviato da Coldiretti a livello nazionale e che nasce con l’intenzione di mettere in contatto le aziende agricole in cerca di manodopera con persone disposte a lavorare nei campi, anche alla prima esperienza.

Nella due giorni di convocazione da remoto del tavolo interistituzionale sono stati ascoltati da remoto i rappresentanti della Regione Puglia, Provincia, Comune di Nardò, Dipartimento di prevenzione della Asl di Lecce, le sigle sindacali Flai Cigl, Fai Cisl, UilA, le organizzazioni di categoria di Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Copagri e Uci, l’Ispettorato territoriale del lavoro, l’ufficio per l’impiego di Nardò e il terzo settore, per definire insieme le nuove misure che vedranno soluzioni adeguate alle precauzioni anti Covid-19.

Conoscere i numeri del fabbisogno di manodopera, regolare il mercato del lavoro e favorire l’albergo diffuso sono le tre priorità che in particolare la Flai Cgil Lecce ha manifestato al prefetto durante la videoconferenza di in vista dell’imminente apertura della stagione della raccolta di prodotti ortofrutticoli nelle campagne di Nardò.

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“Abbiamo la necessità di capire dalle associazioni datoriali il reale fabbisogno di manodopera delle imprese agricole, in modo organizzare al meglio l’accoglienza” ha spiegato a margine della tele riunione il segretario generale della Flai Cgil, Monica Accogli, “se la manodopera sarà inferiore alle 150 unità, Villaggio Boncuri sarà sicuramente la sistemazione più idonea, ma se il fabbisogno sarà superiore occorrerà trovare un’alternativa. Per questo ho proposto l’idea dell’albergo diffuso, una soluzione che quest’anno risponderebbe a più esigenze: offrire un alloggio sicuro ai lavoratori e andare incontro ai proprietari immobiliari, che rischiano di vedere sfitte le loro case per i problemi legati al turismo”.

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