Agricoltori nei campi per misure anti-xylella, spostamenti ok con autocertificazione

Dopo i chiarimenti chiesti dal consigliere regionale Casili le rassicurazioni del prefetto. A breve una circolare esplicativa sarà inviata anche ai sindaci

LECCE - I piccoli proprietari terrieri di oliveti e altre colture delle zone rurali salentine potranno recarsi in campagna, preferibilmente nei giorni feriali, ed effettuare i lavori aratura e sfalcio delle erbacce e per adottare le misure fitosanitarie necessarie per fronteggiare l’avanzata del batterio della xylella. In tale direzione una circolare esplicativa sarà inviata in questi giorni dal prefetto, Maria Teresa Cucinotta, all’attenzione dei sindaci dei Comuni della provincia di Lecce per rimarcare tale possibilità sulla scorta degli adempimenti stabiliti dal dipartimento dell’Agricoltura della Regione Puglia.

La maggior parte dei dubbi sono sorti infatti in riferimento alla nota regionale che qualifica come “obbligatorie” le lavorazioni dei terreni solo nelle zone cuscinetto e di contenimento della xylella e come “fortemente raccomandate” nel rimanente territorio regionale. Un bisticcio interpretativo che ha generato diverse rimostranze e perplessità da parte degli agricoltori che hanno chiesto l’intervento dei rappresentanti istituzionali locali e regionali per capire come muoversi per non infrangere anche le normative sul divieto di spostamento per l’emergenza Covid-19. Questione di cui si è fatto carico anche il consigliere regionale neretino, Cristian Casili, che ha esposto la problematica e ricevuto le adeguate rassicurazioni da parte del prefetto di Lecce.

“Ho contattato il prefetto di Lecce per fare presenti le richieste di chiarimento che sto ricevendo da conduttori e proprietari di terreni agricoli, soprattutto hobbisti, della provincia in merito alla possibilità di effettuare operazioni per ottemperare alle misure fitosanitarie di lotta ai vettori della xylella” spiega Il consigliere del M5S, “in seguito alla recente diffusione della nota del dipartimento Agricoltura, che ha precisato come tali attività siano da considerarsi indifferibili e di pubblica utilità e quindi debbano essere assicurate pur in vigenza delle disposizioni governative finalizzate a contrastare la diffusione e il contagio da Covid 19. Il prefetto mi ha confermato che invierà una nota ai sindaci in cui rimarcherà che, alla luce della nota del dipartimento regionale competente, agricoltori e hobbisti avranno la possibilità di recarsi presso i propri terreni per effettuare i lavori di aratura e sfalcio delle erbe, autocertificando lo spostamento con la necessità di volgere interventi di lotta al vettore per limitare la diffusione del batterio”.

Era stato proprio il consigliere pentastellato, in questi giorni, a chiedere maggiore chiarezza in merito alla possibilità di eseguire, anche nelle zone infette, gli interventi di lavorazioni superficiali del terreno o trinciatura delle erbe per controllare il vettore, presente in questo periodo nei primi stadi del suo sviluppo. La provincia di Lecce tra l’altro è una zona in cui si manifesta una forte parcellizzazione delle superfici agricole, infatti più del 70 per cento dell’intera superficie è detenuta da piccoli produttori, molti dei quali non hanno un fascicolo aziendale e quindi partita iva. Questi soggetti già in passato sono stati destinatari delle misure di contenimento per questo è importante che in queste settimane, con l’aumento delle temperature, possano continuare ad assicurare la cura dei propri fondi, siano questi seminativi o oliveti, per ridurre la proliferazione del vettore. “È evidente, quindi, l’indifferibilità e l’importanza di questi interventi anche nelle zone infette” spiega ancora Casili, “soprattutto perché non lasciare abbandonate queste aree permette di abbassare la quantità di popolazione del vettore e quindi ridurre la pressione nelle zone cuscinetto e di contenimento”.

Infine, bisogna considerare che lo stato di abbandono, ormai cronicizzato, della maggior parte dei terreni che ricadono nella zona infetta rischia di esporre queste aree, soprattutto nella stagione estiva, allo sviluppo di incendi con ripercussione in termini, ambientali, paesaggistici e sociali. “Ovviamente chi si sposta per effettuare i lavori dovrà farlo in modo responsabile e individualmente” chiarisce il consigliere Casili, “portando sempre con sé l’autodichiarazione in cui si precisa che lo spostamento è legato a ragioni di necessità connesse all’adempimento dell’obbligo di lavorazione dei terreni per il contenimento del vettore, allegando documenti che attestino la proprietà o la conduzione del terreno e la sua localizzazione per fornire massimo supporto ai soggetti preposti al controllo. Nessuno pensi di trasformare questa possibilità” conclude, “in scampagnate a ridosso delle prossime festività. È fondamentale spostarsi responsabilmente e nel rispetto delle prescrizioni dettate per contenere la diffusione del virus”.

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