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Sbloccata empasse, ma ancora polemiche / Porto Cesareo

Allacci e partenza depuratore di Porto Cesareo, i reflui agitano le acque a Nardò

Dopo l’annuncio della Regione dal 15 giugno gli abitanti della località “La Strea” potranno chiedere di allacciarsi alla rete fognaria e l’impianto sarà attivato. Il Pd neretino accusa Mellone e la sua maggioranza, l’assessore Puglia chiarisce i nodi del progetto

NARDO’/PORTO CESAREO - Sull’attivazione e l’allaccio al depuratore di Porto Cesareo si è arrivati finalmente ad un punto di svolta dopo le battaglie civili e ambientali dei territori interessati: dal 15 giugno gli abitanti della località “La Strea”, la zona che è già provvista di fognatura, potranno chiedere di allacciarsi alla rete fognaria. E il nuovo impianto di depurazione sarà avviato all’esercizio durante l'estate in arrivo.

L’annuncio dei giorni scorsi è arrivato da parte Anna Grazia Maraschio, assessore all’ambiente della Regione Puglia e di Alessandro Delli Noci, assessore allo Sviluppo economico. Con soddisfazione palesata dall’amministrazione comunale, da consiglieri regionali, quali Casili e Pagliaro, e del movimento Regione Salento al quale da riferimento anche la vicesindaco Anna Peluso.

I lavori per la realizzazione delle trincee drenanti sono già stati avviati e da metà giugno i cittadini de La Strea, già dotata di fognatura, potranno presentare domanda di allaccio che sarà prontamente eseguita. Una vicendar quella della piattaforma depurativa di Porto Cesareo, che si interseca direttamente anche con il futuro dello scarico a mare ( in attesa dello Scarico Zero) e della gestione dei reflui depurati sul litorale di Nardò.  

La soddisfazione dell’assessore Puglia

“L’entrata in funzione, entro la fine dell’estate, delle trincee drenanti del depuratore di Porto Cesareo è frutto anche della perseveranza della nostra amministrazione comunale, schierata da anni sulla linea rigorosa del riuso delle acque e dell’eliminazione totale dello scarico a mare” ha commentato l’assessore all’Ambiente, Giulia Puglia, commenta proprio l’annuncio dell’avvio dell’esercizio dell’impianto di depurazione di Porto Cesareo.

Il tutto grazie alle costruende trincee drenanti. In attesa delle quali, come chiarito dalla Regione Puglia, dal 15 giugno gli abitanti di località La Strea potranno già chiedere di allacciarsi alla rete fognaria.

“Si tratta di una soluzione formalizzata già a luglio 2021 e concordata nel corso dei numerosi tavoli cui tecnici e funzionari del Comune di Nardò hanno partecipato” spiega l’assessore comunale neretino, “per questo sentiamo nostro il risultato di questo percorso, che condividiamo totalmente. In attesa, ovviamente, del progetto Scarico Zero, sul quale non c’è più nessun intoppo, per il quale non occorre alcuna deroga ministeriale e sul quale c’è condivisione piena con la Regione Puglia, il Comune di Porto Cesareo e l’Aqp”.

L’attacco Pd: “Fogna nel nostro mare grazie a Mellone”

Per il Comune di Nardò non c’è alcuno cambio della linea: è quella delle ragioni dell’ambiente e delle comunità neretina e cesarina, che potranno finalmente risolvere la questione della gestione dei reflui senza farli finire in mare, ma utilizzandoli come risorsa fondamentale per il ripascimento della falda a usi irrigui e civili.

Di tutt’altro avviso il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Lorenzo Siciliano, che sottolinea criticamente come  “a partire dal prossimo 15 giugno il Comune di Porto Cesareo potrà liberamente scaricare i reflui fognari nel nostro mare. A Torre Inserraglio, dove già scarica il depuratore a servizio della rete fognaria neretina. Un annunciato disastro ambientale che andrà ad inquinare, ancora di più, il nostro mare, il nostro ecosistema, le nostre bellezze naturali”.

Scarico a mare Torre Inserraglio

Secondo il gruppo dell’opposizione neretina “questo fatto ha degli unici responsabili: l’attuale sindaco Pippi Mellone e la sua maggioranza che hanno autorizzato il collegamento della fogna di Porto Cesareo a quella di Nardò, consentendo ad una popolazione di oltre 100 mila persone nella stagione estiva di scaricare i propri reflui fognari nel nostro mare, senza alcuna garanzia sul tanto millantato riuso a fini irrigui in agricoltura”.

Siciliano sottolinea ancora come  “data l’impossibilità di realizzare tecnicamente ed economicamente il progetto Scarico Zero, che noi più volte abbiamo definito come una enorme presa in giro, confermata come tale anche dalla Regione Puglia, si era pensato, per non far credere ai neretini che sarebbero arrivate tonnellate di metri cubi di fogna, di realizzare delle trincee drenanti che avrebbero consentito di smaltire i reflui nel sottosuolo e che oggi sono state bloccate dalla Provincia perché ritenute assoggettabili a valutazione di impatto ambientale. E con la definitiva pronuncia del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare si era già posta, già due anni fa, una pietra tombale sul fantomatico progetto Scarico zero”

“Tra 15 giorni a Torre Inserraglio sverseranno tonnellate di reflui fognari in più” conclude il consigliere Siciliano, “ma qualcuno continuerà a dire bravo al sindaco che ha consentito questo ennesimo scempio per la città”.

Una visione che ovviamente non trova concorde la maggioranza di Palazzo Personè che sempre con l’assessore Giulia Puglia ha replicato alle accuse del Pd. “Naturalmente c’è chi su questa vicenda continua a speculare politicamente, anche a costo di dimostrare per l’ennesima volta la propria profonda ignoranza, oppure malafede, che non è meno grave” rintuzza l’assessore, “nel momento in cui celebriamo una vittoria della logica della depurazione e della cultura del riuso delle acque, infatti, qualcuno parla ancora di scarico a mare pericoloso. Ma è bene ricordare che lo scarico a mare era quello previsto dalla preistorica condotta sottomarina che noi invece abbiamo cancellato per sempre”. 

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