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Foto di repertorio.

Foto di repertorio.

Alloggi popolari e occupazioni abusive: indaga la Procura su denuncia di Donno

Il deputato M5S ha presentato diversi esposti. Titolari dell'inchiesta sono i Pubblici ministeri Licci, Buffelli e Vallefuoco. Le ipotesi di reato: invasione di terreni o edifici, rifiuto e omissione di atti d'ufficio

LECCE – Graduatorie per alloggi popolari che non scorrono mai, diritti negati e occupazioni abusive delle case in provincia di Lecce: c'è tutto questo nei tre fascicoli di inchiesta, aperti dalla Procura di Lecce, per far luce sulle denunce depositate più volte dal deputato salentino del Movimento 5 stelle, Leonardo Donno.

Il portavoce M5S nel corso del tempo ha presentato richiesta di accesso agli atti nei confronti di Arca Sud, l'ente che gestisce gli alloggi. Donno dice di essere venuto a conoscenza di presunti episodi “allarmanti”: “Numeri su pratiche di decadenza e sgomberi al palo, lettere di sollecito ad intervenire inviate ai sindaci e spesso cadute nel vuoto, confronti con la Prefettura culminati nella tanto attesa, seppur timida, accelerata sul fronte sfratti degli abusivi”.

Titolari dei fascicoli d'inchiesta sono i Pubblici ministeri Roberta Licci, Donatina Buffelli e Maria Vallefuoco. Le ipotesi di reato invece riguardano l'invasione di terreni o edifici, il rifiuto e l'omissione di atti d'ufficio.

“Nell'esposto del 24 novembre dello scorso anno, ho chiesto di accertare un episodio che, se confermato, sarebbe gravissimo. In una registrazione di chiamata, di cui sono venuto in possesso, una residente di un alloggio popolare neretino riferiva ad un suo interlocutore della presenza di nuovi occupanti abusivi nel suo condominio – racconta il deputato -. Questi ultimi, a dire della donna, sarebbero stati autorizzati ad occupare l'alloggio da un esponente della politica locale, vicino al sindaco Mellone ma non facente parte dell'amministrazione. Non finisce qui. Questo personaggio, anche a valle dell’intervento della polizia municipale, avrebbe invitato gli agenti a non procedere con i controlli del caso, consentendo l’accesso indisturbato agli immobili da parte degli occupanti abusivi, previo abbattimento delle porte”.

Questo, in sintesi, il contenuto della telefonata di il parlamentare è venuto in possesso e che ha messo a disposizione degli inquirenti.

“L'ultimo esposto, risalente al mese scorso - ricorda ancora il deputato - chiama in causa il primo cittadino del Comune di Otranto. Stando a quanto ho appurato, proprio il sindaco Cariddi sarebbe destinatario di un provvedimento di decadenza dall'assegnazione di un alloggio ArcaSud ancora oggi intestato a suo nome".

"Come è facile intuire, da più di tre anni, ossia dall'inizio del suo mandato, ne ha di certo perso il diritto, avendo una fonte reddituale non corrispondente ai criteri di assegnazione di una casa popolare. Eppure quell'abitazione popolare è ancora nella sua disponibilità. Il sindaco ha dichiarato di essere promissario acquirente dell'abitazione in questione. Alla Procura dunque - precisa Donno - ho chiesto di approfondire questa situazione, che chiama in causa ancor più da vicino le istituzioni. Auspico dunque che anche su questo episodio sia fatta chiarezza, per fugare ogni dubbio”.

E ancora: “Era il 24 luglio del 2019 -ricorda infine il deputato- quando, per la prima volta, ho reso nota la mia battaglia sul fronte occupazioni abusive degli alloggi popolari nel Leccese. I dati parlavano chiaro: si sono succedute lettere ai sindaci, incontri in Prefettura e interrogazioni ministeriali. Da allora, a timidi e lenti passi, qualcosa si è mosso. Ci sono sindaci che non hanno mai risposto alla missiva nella quale esortavo al ripristino della legalità".

"Quello che del resto si chiedeva - rimarca Donno - è il rispetto dei diritti delle persone da anni in graduatoria, in attesa di un alloggio che per Legge gli spetta. Nessuno ha chiesto di buttare in strada della povera gente. Ma di applicare i giusti criteri di assegnazione, questo sì. Soprattutto a fronte delle tante famiglie che hanno perso l’idoneità a poter fruire di un alloggio popolare, risultando oggi capaci di sostenere la spesa di un regolare affitto”.

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