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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Altri 16 morti sul lavoro: i sindacati chiedono un Osservatorio sulla sicurezza

Le morti bianche rappresentano un fenomeno in crescita. Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato il prefetto e ora annunciano assemblee sui posti di lavoro e nelle scuole per puntare sulla prevenzione e sul cambio di cultura

LECCE – Ogni giorno, in Italia, un lavoratore esce di casa e non farà più ritorno. Ogni giorno. Sono queste le stime, agghiacchianti, delle morti bianche. Quelle che accadono sul posto di lavoro, un luogo che di per sé non può essere scenario di morte.

I dati riportati dai sindacati evidenziano quanto sia pervasivo il fenomeno. Ed è per questo motivo che oggi gli esponenti di Cgil, Cisl e Uil si sono dati appuntamento sotto la prefettura di Lecce per una manifestazione (il video qui) che intende accendere un faro, di nuovo, sul problema.

La parola d'ordine però è azione. E prevenzione. Come spiegano i tre esponenti confederali che hanno indetto, per i prossimi giorni, assemblee pubbliche sui luoghi di lavoro e nelle scuole, per costruire una nuova coscienza in materia di sicurezza.

“Abbiamo consegnato un documento in prefettura e abbiamo richiesto la costituzione di un Osservatorio provinciale sulla sicurezza e gli infortuni sul lavoro – ha detto Valentina Fragassi di Cgil Lecce -. La prefettura era già intenzionata  a muoversi in questa direzione, stilando anche un protocollo preliminare. È necessario che all'interno dell'Osservatorio siedano tutte le organizzazioni sindacali, datoriali e gli enti preposti al controllo”.

“Io ritengo necessario un impegno costante e maggiore da parte di tutti: chi esce e va lavorare, deve fare rientro nelle proprie abitazioni e non può essere strappato ai propri affetti. Quando accade questo è una sconfitta per tutti”, ha concluso lei.

“Questa strage silenziosa non si ferma: è una vera piaga che investe l'intero territorio nazionale – ha commentato Salvatore Giannetto di Uil Lecce - . Il problema è innanzitutto culturale ed è per questo che stiamo cercando di cambiare la mentalità soprattutto all'interno delle piccole e medie aziende, dove la sicurezza sul lavoro è intesa come una spesa e non come un investimento. Lo stesso lavoro sarà svolto nelle scuole, per costruire insieme ai ragazzi un futuro diverso”.

“I dati sono preoccupanti e sono in crescita. La provincia di Lecce si colloca al decimo posto in Italia per morti bianche:  nel calcolo comprendiamo sia i 16 lavoratori morti sul posto di lavoro, sia quelli morti in itinere, una volta rientrati al loro domicilio - ha aggiunto Ada Chirizzi di Cisl Lecce -. Non possiamo fare a meno di preoccuparci e interrogarci sulla corretta applicazione dei contratti di lavoro e sull'organizzazione del lavoro.  Abbiamo quindi lanciato una grande campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti sui temi della salute e della sicurezza, oggi abbiamo fatto il primo passo”.

Infortuni sul lavoro, tutti i numeri

In provincia di Lecce, secondo l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering (che elabora dati Inail), nei primi 9 mesi dell’anno si sono registrate 16 morti sul lavoro, alle quali vanno aggiunti 3 casi di incidenti mortali in itinere (ossia nel tragitto casa-lavoro). Un dato che colloca il Salento al decimo posto della classifica delle province più martoriate dalla piaga delle cosiddette “morti bianche”, se si prendono in considerazione i numeri assoluti. Se invece si analizza l’indice di incidenza di infortuni mortali sul totale degli occupati (numero di morti per milione di occupati), Lecce risulta la sesta provincia italiana con un indice pari a 71,7 morti per ogni milione di occupati. Per capire quanto la situazione locale sia diventata preoccupante, basti un confronto con i dati regionali e nazionali. In Italia sono morti 731 lavoratori (esclusi i lavoratori deceduti nel tragitto casa-lavoro) nei primi 9 mesi dell’anno con un indice medio nazionale pari a 31,9 morti per ogni milione di occupati; in Puglia la situazione peggiora: i 61 morti (sempre al netto delle morti in itinere) fissano l’indice medio regionale a quota 50 morti per ogni milione di lavoratori.
 
Analizzando il bollettino Inail del terzo trimestre 2021, emerge un’impennata delle denunce di infortuni nei primi nove mesi dell’anno.

In provincia di Lecce nel periodo gennaio-settembre sono stati denunciati 3mila e 74 incidenti sul lavoro, contro i 2mila 506 dello scorso anno: il 22,7 percento in più. La mortalità è più che raddoppiata: dagli 8 casi del 2020 ai 19 di quest’anno (compresi gli incidenti mortali in itinere, ossia nel tragitto casa-lavoro). Probabile effetto della pandemia e del lockdown è l’aumento a dismisura delle malattie professionali: 659 denunce contro 406 (il 62,3 percento in più).
 

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