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Giovedì, 18 Agosto 2022
Nuova emergenza

Ambulanze in coda per ore fuori dal “Fazzi”: pronto soccorso in affanno

Nella serata di ieri ben nove mezzi in attesa di accedere al pronto soccorso, mentre si registra un sovraccarico di richieste di intervento al 118: si fa i conti con l’impennata di contagi e la carenza di personale nelle strutture sanitarie

LECCE - Ambulanze in coda per ore all’esterno del “Vito Fazzi” con pazienti (per lo più covid) in attesa di essere accettati al pronto soccorso: è di nuovo emergenza nella sanità salentina, dove crescono da settimane i casi di pazienti covid e bisogna fare i conti con tutte le possibili urgenze del periodo estivo.

Nella serata di ieri, attorno alle 21.30, erano ben nove le ambulanze cariche di pazienti, che dal pomeriggio attendevano di accedere nella struttura: solo in tarda serata, hanno potuto trasferirli all’interno, non senza qualche tensione. Per tutto il pomeriggio, infatti, i familiari delle persone ospitate all’interno dei mezzi sanitari, hanno contattato le forze dell’ordine per rappresentare quanto stava avvenendo e sollecitare un’azione anche da parte delle stesse. 

La situazione, in verità, sarebbe complicata già da qualche giorno, complice l’impennata dei contagi di questa nuova ondata da Covid, che non sembra voler dare tregua, e le temperature altre di questo principio d’estate, che aumentano malori tra la gente e conseguenti richieste di soccorso.

Il numero dei ricoverati affetti da Sars Cov2 sarebbe salito a novanta unità, mentre nella sola mattinata di ieri le ambulanze inviate sul territorio per interventi di soccorso sarebbero state 140: tra queste, quasi la metà riguarderebbe pazienti alle prese con l’infezione da covid.

Ma non c’è solo la questione contagi o il caldo, che rendono il quadro più complesso: si deve, come detto, fare i conti con la carenza di personale (da questo punto di vista, un dipartimento di emergenza come il Dea, con pochi medici all’attivo, è emblematico delle difficoltà del momento) e tenere conto, ad esempio, anche della chiusura delle Usca, le unità speciali di continuità assistenziale, interrotte ufficialmente il 30 giugno e su cui il mondo della sanità, a partire dai medici di base, chiede una proroga.

Naturalmente il peso dell’emergenza è spesso tutto affidato al 118 costretto a fronteggiare, con personale e mezzi ridotti, tutte le necessità di un territorio esteso e complesso da coprire. La scena di ieri rischia di diventare regola e non eccezione, se non ci sarà la capacità di correre ai ripari, col pericolo di un collasso delle strutture sanitarie locale, già duramente messe alla prova dall’ultima ondata di crescenti contagi. 

Aperta un'inchiesta in Procura

Intanto, è delle ultime ore la notizia che la Procura di Lecce ha aperto un'indagine conoscitiva sui disservizi al pronto soccorso del "Vito Fazzi". Si tratta di un fascicolo aperto d'iniziativa, non vi sono, quindi, al momento iscritti nel registro degli indagati, ma evidentemente si sta cercando di fare chiarezza e capire se vi siano delle responsabilità.    

Qui il video 

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