Anfiteatro di Rudiae: Comune e Soprintendenza assieme per farlo rivivere

Il prestigioso sito archeologico, dove nacque il poeta latino Quinto Ennio, sarà visitabile fino al 31 dicembre del 2021. Entro quella data un accordo di gestione del patrimonio

LECCE – Tra quel paesaggio di pietra, a una manciata di chilometri da Piazza Sant'Oronzo, nacque il padre della letteratura latina: Quinto Ennio. Sin dall’epoca messapica, una città probabilmente in competizione con Lupiae (l’attuale Lecce). Rivive ora la sua roccia apparentemente inerte. Il sito di Rudiae diviene ancora più “visitabile”. Con un nuovo accordo fra Comune di Lecce e Soprintendenza archeologica, per il paesaggio e belle arti, fino al 31 dicembre del 2021, il Parco archeologico di Rudiae sarà a disposizione dei cittadini con visite guidate, teatralizzate ed eventi culturali sul posto. All’orizzonte, dunque, una gestione più continuativa e strutturata del bene comune. L’anfiteatro di Rudiae, praticamente intatto, risale al periodo di Traiano, fra il 98 e il 117 dopo Cristo, a differenza di quello nel centro di Lecce che fu, invece, edificato in epoca augustea.IMG_0731-5

Ricavato da una dolina di formazione carsica e adattato al banco di roccia (dunque non “scavato” come quello nel centro di Lecce o come gli altri, noti esempi presenti in Italia), è singolare per la sua struttura “piena”. Nonostante il suo valore, il lavoro di promozione è però ancora lungo.

“Per le persone sono ancora solo delle pietre.” -ha dichiarato sul posto l’assessora comunale alla Cultura, Fabiana Cicirillo – “Bisogna fare in modo che si venga a conoscenza della valenza di questo luogo”. A farle eco, durante la visita guidata riservata agli organi di stampa, anche il professore Francesco D’Andria, studioso ed ex direttore della Scuola di specializzazione in Archeologia di Unisalento. “Ora è il momento di valorizzare questo patrimonio agendo su due fronti: in primis, completare lo scavo e procedere con il restauro delle gradinate dell’anfiteatro. Secondo, far rivivere questo luogo aprendolo sempre più alla conoscenza da parte dei cittadini”.

Non a caso, proprio in questi giorni, il prestigioso sito è messo a disposizione degli appassionati con visite guidate (gli orari sono consultabili direttamente sul portale del parco), concerti, feste ed escursioni “teatralizzate”.  A spingere sull’organizzazione Pio Panarelli e Dario Corritore, archeologi e collaboratori della Arva srl, la società che gestisce il sito archeologico alla periferia del capoluogo salentino.

Il prestigio dell’anfiteatro

La presenza di due anfiteatri sul territorio, ad appena tre chilometri di distanza, è cosa unica nel mondo romano. Quando arrivarono i Romani, i due siti restarono separati, autonomi. Tanto che, come previsto all’epoca, le due comunità si iscrissero ad altrettanti distinti registri, comunicando le rispettive tribù di appartenenza. Le epigrafi rinvenute hanno confermato questo scenario. L’anfiteatro di Rudiae ha restituito ai ricercatori prestigiosi reperti risalenti all’epoca messapica e persino al periodo attico, provenienti dalla Grecia: vasellame, tesaurizzato nelle tombe, che solo facoltosi del tempo potevano permettersi, a dimostrazione di come il sito fosse tra i più prestigiosi in epoca romana.

Nel quinto secolo, Rudiae è stata centro dominante. Se inizialmente l’anfiteatro altro non era che un grande bacino di raccolta delle acque (sa usare per irrigazione e abbeveraggio del bestiame), gli ingegneri del tempo ne hanno fatto poi un gioiello architettonico. Da un lato la Porta Triunfalis, che guarda alla “piazza” principale e utilizzata nell'antichità come ingresso per magistrati e per i gladiatori. Dall’Altro lato del monumento la Porta Libitina, intitolata alla divinità che proteggeva i morti. In quella direzione, infatti, la necropoli (dove gli archeologi sperano di poter effettuare i propri scavi): lì venivano portati i gladiatori deceduti nei combattimenti.

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Rudiae è poi finita in un provvisorio oblio della storia – così come Lupiae- con la caduta dell’Impero romano, nel 476 d.C.. Collassando come accadde per l’Urbe e per tutti i grandi centri dell’epoca. Conteggiando i posti a sedere dei due anfiteatri del capoluogo salentino, si è potuto stimare anche il numero di abitanti: si presume infatti che a Rudiae vi fossero circa 8mila residenti, mentre a Lupiae qualche migliaio in più. Ma i due centri sono rimasti sempre autonomi. Le prime avvisaglie di quella sorta di spinta tutta italiana ai “campanilismi”, così come ironicamente ha spiegato il professore Francesco D’andria.

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