Antenna di telefonia sul terreno comunale. La società deve pagare l’affitto non la Tosap

Il Tribunale di Lecce ha accolto la tesi del Comune di Giurdignano che aveva richiesto il pagamento dei canoni arretrati alla Vodafone per oltre 17mila euro. La società dopo i primi due anni riteneva di dover pagare solo l’occupazione del suolo pubblico

Il Comune di Giurdignano

GIURDIGNANO - La compagnia telefonica che ha ottenuto lo spazio comunale per l’installazione di una stazione radio deve regolarmente pagare il canone di affitto stabilito con l’atto di concessione e non può limitarsi a versare solo una quota relativa al pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico. Su tale principio il giudice onorario Marilena Caroppo del Tribunale di Lecce ha respinto l’impugnazione della società Vodafone nei confronti del decreto ingiuntivo richiesto, tramite il legale incaricato, Gabriele Toma, dal Comune di Giurdignano per il recupero delle somme non versate all’ente per il pagamento del canone di locazione fissato per circa 5 mila euro annui. Tale sentenza, emessa nei giorni scorsi, conferma e legittima quindi al momento la richiesta risarcitoria del Comune che si aggira intorno ai 17mila e 800 euro.

Il contenzioso nasce qualche anno dopo il rilascio di una concessione, da parte dell’amministrazione comunale di Giurdignano, avvenuta nel 2011 nei confronti della società della Vodafone per l'installazione di una stazione radio. Il Comune di Giurdignano aveva quindi concesso una porzione di area comunale appartenente al patrimonio disponibile e, alla stregua di un qualsiasi soggetto privato, aveva previsto il pagamento di un canone locativo da parte del soggetto occupante il suolo di proprietà comunale. La società di telefonia dopo aver onorato il contratto per un paio d'anni, ha poi cominciato a versare solo una quota 516,46 euro quale tassa per l'occupazione del suolo pubblico, sostenendo che il contratto di locazione concluso tra le parti fosse nullo nella parte in cui era stato determinato un canone locativo eccependo la violazione della normativa in materia. La Vodafone, pertanto, riteneva di essere tenuta esclusivamente al pagamento della Tosap/Cosap nella misura di 516,46 euro annue, o in subordine, al pagamento di un canone equo rispetto a quello stabilito richiedendo anche la restituzione delle somme versate in eccesso sino a quel momento. 

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Il Tribunale di Lecce, nell’ambito del giudizio per l’impugnazione del decreto ingiuntivo emesso a favore del Comune per oltre 17 mila euro, ha accolto la tesi sostenuta dall'avvocato Gabriele Toma, difensore dell'ente locale. L’occupazione del terreno in questione, secondo quanto stabilito anche dalla sentenza, non può essere soggetta né a Tosap né a Cosap bensì soltanto alle comuni regole del diritto privato. Nella fattispecie la sentenza evidenzia che “l’articolo 93 in commento, nel fare salva l’applicazione della Tosap e del Cosap, non può che riferirsi alle fattispecie in cui dette imposizioni sono dovute ai sensi della normativa che le prevede, con l’esclusione quindi di spazi ed aree pubbliche facenti parte del patrimonio disponibile dell’ente. Infatti, sia la disciplina della Tosap sia quella del Cosap fanno esclusivo riferimento ai beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni, nonché alle aree aprivate sulle quali risulta costituita una servitù di passaggio pubblico. Di conseguenza, il divieto contemplato nel decreto legge di riferimento non può applicarsi alle occupazioni riguardanti beni pubblici disponibili, in relazione ai quali si instaura un rapporto di tipo privatistico tra Comune e gestori, in base al quale questi ultimi corrispondono un canone di locazione. Nel caso di tale tipologia di beni, infatti, la pubblica amministrazione si comporta alla stregua di qualsiasi soggetto privato e può, quindi, legittimamente prevedere il pagamento di un canone da parte del soggetto occupante il suolo di proprietà pubblica”. 

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