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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Anziani in ritardo sul richiamo del vaccino: una dozzina i ricoverati per Covid

Aspettare troppo tempo prima della terza dose, per la popolazione fragile per età o condizioni di salute, può essere un rischio che non vale la pena correre. Intanto in terapia intensiva cinque pazienti, tutti senza copertura

LECCE - In terapia intensiva per Covid nell'ospedale di Lecce ci sono 5 pazienti, tutti privi di vaccinazione. I ricoverati  complessivamente sono 46 e tra questi ci sono anche 12 con doppia dose di vaccino, ma si tratta di ultraottantenni che hanno fatto la seconda dose oramai sette mesi addietro e più.

Questo dato è molto indicativo del fatto che l'andamento della pressione dell'epidemia sugli ospedali dipende molto dalla capacità di ricorrere tempestivamente al richiamo (in queste ore il Consiglio dei ministri potrebbe decidere di "abbassare" a quattro mesi il tempo necessario per accedere alla terza dose). 

Ammesso che sia acquisito con basi scientifiche solide il fatto, che comunque è ritenuto probabile, che la variante Omicron sia meno incisiva sul piano dei sintomi rispetto alle altre note, è già documentato che la sua circolazione corre ad almeno il doppio della velocità della Delta: tradotto in soldoni per gli ospedali ci potrebbero comunque essere problemi se la base delle infezioni dovesse essere grande, come stanno lì a dimostrare le curve di altri Paesi europei, allora ne potrebbe derivare un numero di ospedalizzazioni comunque sufficiente a mandare in crisi il sistema ospedaliero, anche con riferimento alla cura di tutte le altre patologie. 

La diffusione, domani, del report settimanale di Asl, dovrebbe attestare il superamento delle 200mila dosi di richiamo somministrate. Secondo l'aggiornamento di venerdì scorso, nella fascia di popolazione tra 80 e 89 anni, aveva ricevuto la terza dose circa il 60 percento della platea di riferimento. 

Nella giornata di ieri, intanto, sono state fatte complessivamente 7669 vaccinazioni di cui 875 a bambini e bambine di età compresa tra i 5 e gli 11 anni, per un totale di 4.200 dal 16 dicembre (giorno di apertura alla fascia pediatrica). Presso la Caserma Zappalà è stato un 12enne a riceve la dose numero 150mila: tante ne sono state somministrate in quell'hub, il più grande della provincia, dall'inizio della campagna vaccinale.

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