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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Sollecitata un'accelerazione

Polo pediatrico a Lecce, pressing per “un atto di coraggio” della Regione

L'associazione Tria Corda, che da un decennio spinge per la nascita di un centro specialistico al “Vito Fazzi”, teme che l'autonomia differenziata possa aumentare ulteriormente il divario di cure e assistenza

LECCE – Per la realizzazione di un polo pediatrico nell’ospedale di Lecce è il momento di un’accelerazione, anzi, a dirla con le parole del presidente dell’associazione Tria Corda, un vero e proprio atto di coraggio da parte della Regione Puglia.

La battaglia per la nascita di un centro d’eccellenza per le cure ai bambini è oramai decennale, ma i passi in avanti fatti finora sembrano ancora troppo deboli. Tanto più oggi che l’autonomia differenziata, ritenuta una priorità dal governo Meloni, rischia di creare un divario ancora più ampio tra le varie aree del Paese.

“È necessario dare una decisa accelerazione alla realizzazione del Polo pediatrico – ha scritto Antonio Aguglia, presidente di Tria Corda -. Siamo ancora in attesa che la Commissione Tecnica individui una delle sette ditte che hanno presentato il progetto per l’adeguamento strutturale, tecnologico e medico del secondo piano dell’ospedale Vito Fazzi. Occorre fare presto. Questa è una vera emergenza del territorio. Mentre a livello nazionale si è aperto il dibattito sul progetto di autonomia differenziata possiamo ragionevolmente affermare che qui nel Salento riguardo ai livelli minimi assistenziali siamo già in gravissimo ritardo: la differenza tra l’accesso alle cure dei bambini delle province di Lecce, Brindisi e Taranto rispetto alle regioni settentrionali è sin troppo evidente. Una sperequazione e discriminazione inammissibile e inaccettabile”.

“Ecco perché chiediamo con forza al presidente della Regione Michele Emiliano un atto di coraggio per tutelare il diritto alla salute di tutti i bambini e lo invitiamo ad assumere un’iniziativa forte, in comune accordo con tutti i presidenti delle altre regioni meridionali, per salvaguardare e valorizzare tutte le strutture sanitarie del Sud e tutti gli uomini e le donne che operano al loro interno. Nessuno può e deve restare indietro, tanto più i bambini che rappresento il nostro presente e, soprattutto il nostro futuro”.

A ieri risale l’appello del sindacato regionale Fsi-Usae per l’attivazione di un pronto soccorso pediatrico, richiesta che Aguglia condivide, ma che inserisce in una prospettiva più ampia nella quale trovano posto anche la terapia intensiva pediatrica e l’osservazione breve intensiva per i bimbi.

Spiega, al proposito, il presidente dell'associaizone: “Il pronto soccorso del Vito Fazzi è oramai al collasso. Il personale sanitario non riesce a soddisfare le numerose richieste che giungono da tutta la provincia di Lecce. E i bambini finiscono inevitabilmente per restare coinvolti in questo caos generato da un’organizzazione non sufficientemente adeguata e da una assoluta carenza di personale medico e infermieristico. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le famiglie sono costrette a rivolgersi altrove, abbandonando il territorio per far assistere e curare i loro figli in maniera celere ed efficace. È praticamente impossibile, al momento, riuscire a gestire in maniera adeguata sul piano sanitario le numerosissime richieste di accesso al reparto di urgenza ed emergenza che giungono dai bambini. In ottomila mediamente all’anno si rivolgono al pronto soccorso. Un numero preoccupante perché il poco personale che opera nella struttura sanitaria fa fatica a dar loro le migliori risposte possibili nonostante il notevole impegno profuso e la grande professionalità messa in campo. Siamo lieti che anche le organizzazioni sindacali abbiano compreso il problema e stiano al nostro fianco in questa che è anche una battaglia di civiltà”.

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