rotate-mobile
Sabato 25 giugno / Centro / Via Degli Ammirati

La sezione archeologica è pronta: completato il recupero del Must

Il percorso espositivo è suddiviso in tre tappe: l’epoca messapica, l’età romana imperiale e il medioevo. In esposizione diversi reperti inediti come la statua togato capite rinvenuta nell'anfiteatro di Rudiae nel 2015

LECCE – Con l’apertura della sezione archeologica del Museo Storico della Città di Lecce (Must) si completa il recupero dell’edificio di via degli Ammirati alla funzione per la quale era stato concepito, quella di essere tra i principali spazi espositivi del capoluogo salentino.

Sarà la mostra “Il leccio e la lupa. Antiche storie della terra di Lecce” – sabato 25 giugno alle 11 – a inaugurare la parte del museo deputata a raccontare le vicende storico-archeologiche.

“Il Must è il museo civico nato – ha dichiarato il sindaco Carlo Salvemini – per raccontare la storia della città di Lecce attraverso l'arte dalle origini ai giorni nostri. La parte del museo che raccoglie le testimonianze più antiche di epoca messapica, romana e medievale era l'ultima che rimaneva da aprire al pubblico. Con questo passaggio, completiamo il progetto culturale del Must, Ringrazio la Soprintendenza per la collaborazione nelle fasi di autorizzazione alla concessione dei materiali e di successivo allestimento, l'Università del Salento, che ha curato la direzione scientifica della mostra con i professori Francesco D'Andria e Paul Arthur, e tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante obiettivo per il museo”.

Il percorso in tre tappe

Il percorso espositivo si articola su tre tappe fondamentali, l’epoca messapica, l’età romana imperiale e il medioevo, ciascuna caratterizzata da un diverso colore per accompagnare il visitatore. L’introduzione all’itinerario di visita consiste nel racconto della ricerca archeologica a Lecce con il progetto Lecce Sotterranea, una collaborazione tra il Comune di Lecce, l’Università del Salento e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce; si prosegue, poi, con la musealizzazione di una sepoltura messapica del IV secolo a.C. rinvenuta con il suo corredo durante le indagini di archeologia preventiva nel chiostro del convento del Carmine. Di particolare bellezza i materiali provenienti da Palazzo Vernazza attribuiti al culto di Iside dove si ipotizza la presenza di un tempio dedicato alla dea.

Statua togato capite, Must-2

Prima di giungere al settore medievale, si possono ammirare le riproduzioni in scala, una accanto all'altra, di com’erano al tempo della loro costruzione i due anfiteatri, quello di Lupiae di epoca augustea e quello di Rudiae di epoca traianea, e resti di statue, come il togato capite rinvenuta a Rudiae durante gli scavi per portare alla luce l'anfiteatro, nel 2015.

Le prime sale destinate al medioevo evocano, attraverso i materiali e i supporti didattico-espositivi, una Lecce sotto il controllo dell’Impero bizantino e il successivo ruolo della città come sede della Contea di età normanna. Alla variegata e multietnica comunità, a cavallo tra il Trecento e il Quattrocento, sono dedicate le sale in cui sono esposti i materiali che ne delineano il ruolo centrale durante gli anni di regno dei principi di Taranto. Il percorso museale si conclude con i materiali rinvenuti nel Castello, edificio di fondazione normanna, completamente ristrutturato durante il Regno dell’Imperatore Carlo V. Di sicuro impatto espositivo è la restituzione della bottega di un vasaio del XIV secolo. L’allestimento della sezione archeologica è stato basato sulle innovazioni più recenti per quanto riguarda la valorizzazione del dato archeologico, apprezzabile da chiunque grazie alla qualità delle immagini, alle ricostruzioni grafiche dello studio Ink Link, ai diorami ricostruttivi di edifici di età romana accessibili anche ai più piccoli.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La sezione archeologica è pronta: completato il recupero del Must

LeccePrima è in caricamento