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L’archivio Chiriatti passa al Comune di Melpignano: 50 anni di ricerca su Etnomusicologia e Tarantismo

L’amministrazione comunale lo ha acquisito nei giorni scorsi. Si tratta di uno dei più prestigiosi contenitori documentali: oltre mille e 600 tra immagini, video, registrazioni, interviste e strumenti musicali

MELPIGNANO – Passa in esclusiva al Comune di Melpignano: il fondo Chiriatti, uno dei più prestigiosi archivi su etnomusicologia e Tarantismo è stato acquisito dall’amministrazione nei giorni scorsi. Si tratta di circa mille e 600 documenti tra fotografie, interviste, video, immagini, materiale sonoro raccolti in quasi 50 anni da Luigi Chiriatti, uno dei massimi ricercatori locali di storia orale.  L’archivio ha rappresentato nei decenni il punto di partenza per i musicisti del territorio e per la stessa la produzione musicale e artistica del Festival della Notte della Taranta. Attraverso uno dei dodici interventi contenuti in “Melpignano promuove cultura”, nell’ambito del bando “Progetti di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici_Linea B”, l’amministrazione comunale ha gettato le basi per l’acquisizione del fondo, che sarà nei prossimi mesi a disposizione di musicisti, ricercatori, appassionati e cittadini.

Frame di manifestazioni culturali, concerti, celebrazioni funebri e matrimoni. E ancora: presentazioni di libri, convegni, processioni, la “messa cantata” e quella con rito ortodosso, sagre e carnevali. Vi sono poi immagini e frammenti di interviste alle stesse prefiche, donne pagate per inscenare momenti di dolore durante i funerali, realizzate negli anni Settanta. E spettacoli, a cominciare da quelli degli storici gruppi della riproposta come: il Canzoniere Greganico salentino, il Canzoniere di Terra d’Otranto e Aramirè.

Fra gli obiettivi la valorizzazione del patrimonio immateriale di cui dispone la comunità, per dare impulso anche all’attività dell’Istituto “Diego Carpitella”, con sede nel comune grico e di cui la prima cittadina, Valentina Avantaggiato, è presidente pro tempore. L’istituto è stato fondato nel 1998 tramite un consorzio di Comuni che prevede, oltre a Melpignano, anche la partecipazione di Alessano, Calimera, Cutrofiano e Sternatia. È intitolato all’antropologo di origini calabresi, considerato uno dei massimi studiosi di musica popolare italiana.

La sindaca di Melpignano e Luigi Chiriatti

“Il Centro di documentazione va a concretizzare una delle 12 azioni previste dall’iniziativa sistemica denominata “Melpignano promuove cultura”. L’idea è quella di rendere quel luogo un centro di studio capace di aprire a relazioni con tutto il Mediterraneo, un luogo di ricerca per appassionati, ma anche una fonte per nuove produzioni artistiche, del territorio e non. Il tassello dell’etnomusicologia va a chiudere il cerchio con quanto già avviato dalla nostra amministrazione in ambito agro-ecologico col Mercato del Giusto e con l’istituzione del master in collaborazione con Slow Food, Unisalento e Università di Pollenzo”, spiega la sindaca di Melpignano.

“L’obiettivo è quello di diffondere, promuovere e conservare le testimonianze di riti e tradizioni, di una storia fatta di sacrificio e emigrazione che, per lungo tempo è stato anche quasi elemento di vergogna. E che, oggi, invece, è voce di riscatto sociale, come lo erano i canti dei contadini, capace di affascinare i grandi pubblici nelle notti d’estate e dialogare con il mondo grazie al linguaggio universale della musica. Oggi abbiamo contezza del valore che quel patrimonio culturale, che è finalmente rappresenta e abbiamo il dovere di prendercene “cura”. Dopo l’acquisizione del fondo Chiriatti si apre ora una seconda fase, improntata allo studio e alla catalogazione dell’intera mole di materiale. Nei prossimi mesi si darà poi il via all’allestimento e, finalmente, alla fruizione. Melpignano è pronta ad accogliere musicisti, antropologi, etnologi o semplici appassionati dal mondo che possano trovare qui la fonte per i propri lavori creativi. Con lo sguardo aperto al Mediterraneo e la volontà di mettersi in rete con altri archivi, puntiamo a fare di questo centro un luogo vivo, fatto di incroci umani e artistici”, conclude la sindaca.

“Ho apprezzato la serietà del Comune di Melpignano al quale ho ceduto il fondo e dove la mia idea ha preso piede nel 1996”, racconta Luigi Chiriatti. “L’intenzione iniziale, per me, è stata quella di disporre di un archivio che potesse documentare, attraverso le manifestazioni, ciò che rappresentava il territorio in quegli anni. Noi operatori culturali sapevamo che importanti ricerche erano state condotte in Salento, tra cui quella di Diego Carpitella e Alan Lomax nel 1954, poi nel 1963 quella di Giovanna Marini e nel 1968 gli studi di Gianni Bosio. Era però difficile reperire e consultare quei documenti. Bisognava spostarsi a Milano o a Roma, mettendo in conto un viaggio di due giorni che non necessariamente avrebbe portato i suoi frutti. Sono riuscito a ottenere quel patrimonio soltanto negli anni Duemila, per tracciare un percorso sull’etnomusicologia italiana che passa necessariamente dalla Grecia Salentina. Avevo e avevamo tutti il desiderio di ottenere dunque quel materiale. Nel 1996, dicevo, nutrivo il sogno della costruzione di un archivio multimediale che potesse testimoniare la nostra cultura ai fini della ricerca sociologica e culturale. Si diede inizio tramite un consorzio di Comuni (oltre a Melpignano, anche Alessano, Calimera, Cutrofiano e Sternatia) per rendere leggibile e storicizzare quel tipo di ricerche. La preoccupazione era soprattutto che un archivio avesse una durata nel tempo, che fosse stabile. Nacque nel maggio del 1998 l’istituto “Diego Carpitella. Ora confido nel fatto che questo possa essere il primo passo di un percorso che spero porti altri frutti. E che altri archivi, salentini e non, possano confluire in un unico luogo”.

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