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"Fondi insufficienti per i buoni servizio": asili nido a rischio chiusura

Su 522 domande presentate per i voucher di conciliazione, solo 194 sono risultate ammissibili in tutta la Puglia. Amati: “Si sta pensando a una soluzione di soccorso istruttorio”

LECCE- “I 30 milioni di euro erogati dall’Unione europea non bastano perché il fabbisogno è stato stimato per 50 milioni e su 522 domande presentate, ne sono state iscritte a ruolo 194” dice il consigliere regionale Fabiano Amati contattato questa mattina dalla redazione di LeccePrima, aggiungendo che le risorse sono state già erogate ai Comuni di riferimento.

Dunque, per le 328 strutture educative sparse per la Puglia, rassicurano dalla Regione, si sta pensando a “una soluzione di soccorso istruttorio che avverrà nel minor tempo possibile” tranquillizza il consigliere Fabiano Amati, informato dell’incresciosa situazione che diversi asili nido, centri ludici e ludoteche della provincia di Lecce hanno rappresentato contattando la redazione e illustrando le grosse problematiche cui in molti vanno incontro. Parliamo di licenziamenti degli operatori e di tanti bimbi che, a febbraio, non potrebbero più riprendere la frequentazione dell’asilo a causa delle condizioni economiche in cui versa la famiglia. Ma anche le tante strutture per minori che a furia di anticipare stipendi ai dipendenti e mettere in atto opere di ristrutturazione a proprie spese, rischiano di chiudere i battenti per indisponibilità di risorsa economica.

“L’ammissibilità o meno della richiesta è stata ovviamente valutata in base ad alcuni requisiti che hanno presentato le 194 strutture ammesse. Purtroppo, sono stati stimati 50milioni di euro per tutto il settore, il problema è finanziario”.

Cosa sono i voucher di conciliazione (o buoni servizio)

I Buoni di servizio sono delle sovvenzioni individuali concesse dall'Amministrazione provinciale mediante graduatorie mensili, finalizzate a favorire la conciliazione tra impegno lavorativo/formativo e cura in ambito familiare.

Il Voucher consente la frequenza presso l’unità di offerta scelta con il pagamento parziale della tariffa applicata, in modo proporzionale all’Isee (non superiore a € 40.000,00). Dunque, le rette mensili vengono pagate per una parte dalla famiglia e per la restante dalla Regione.

Tuttavia, dal mese di settembre a oggi, la Regione non ha liquidato la sua parte e tanti enti e cooperative hanno dovuto anticipare quella quota per il mantenimento della condizione ottimale della struttura, compresi i dipendenti. Somme che, ad oggi, almeno per le 328 strutture per minori della Regione non vedranno perché non sono state ammesse al catalogo. Riusciranno a rimanere aperte per i prossimi mesi?

La nota stampa delle associazioni di categoria inviata al presidente Michele Emiliano

"I sottoscritti enti congiuntamente denunciano una situazione ormai insostenibile per tutti i servizi educativi per i minori della Regione Puglia. L’assessorato al Welfare, settore servizi minori e famiglie, è responsabile del ritardo dell’applicazione dell’azione 8.6 del FSE 14/20 e il tutto sistema è costretto a chiudere.

Sono 500 le Strutture Educative per minori che accolgono 10.000 bambini e occupano oltre 5000 persone per il 95% donne che stanno accogliendo i minori già dal Primo settembre così come previsto dall’avviso rivolto alle famiglie, ma non possono fatturare le loro prestazioni per i ritardi Regionali.

Dal prossimo mese di febbraio, tutti gli asili saranno costretti a richiedere alle famiglie il pagamento dell’intera retta; ciò comporterà verosimilmente la rinuncia alla frequenza dei propri figli con il rischio concreto di dover chiudere il servizio già dal prossimo mese di febbraio. Siamo consapevoli che è necessario il controllo rigoroso dell’ufficio al Welfare per qualificare i servizi rivolti alle famiglie ma i tempi dei procedimenti amministrativi previsti dalla Legge devono essere rispettati. L’ufficio al Welfare non può considerarsi esente da responsabilità anche gravi visti i ritardi amministrativi accumulati. Diffidiamo pertanto la Regione al rispetto dei termini, già ampiamenti scaduti da mesi, e a chiedere il riconoscimento dei danni alle strutture in sofferenza che consenta in pochi giorni di trovare una soluzione ragionevole e permettere di pagare lo stipendio a migliaia di operatori.

Sono 30 milioni di euro i fondi europei assegnati come prima assegnazione per l’a.e. 20/21 alle famiglie per garantire un accesso a servizi estremamente costosi a cui dovranno essere aggiunti almeno altri 20 milioni. Al Presidente Emiliano che ha trattenuto a sé la delega, chiediamo di intervenire per risolvere già nei prossimi giorni la questione e di assegnare immediatamente agli Ambiti anche le ulteriori risorse necessarie a cui dare la necessaria urgenza, non siano sempre i lavoratori privati e le famiglie a pagare i gli ingiustificati ritardi della P.A.”

Lettera aperta al presidente Emiliano

"Stato di agitazione delle strutture di servizi per minori e delle famiglie”, firmata da Confcooperative Federsolidarietà Puglia - Legacoop Sociali Puglia – FISM Puglia - Forum Terzo Settore - Associazione Acsemi"

Le Associazioni di categoria congiuntamente da mesi seguono con preoccupazione le vicende relative all’istruttoria in corso per l’iscrizione a catalogo delle unità di offerta che erogano servizi per l’infanzia in Puglia ed il conseguente riconoscimento del voucher di conciliazione alle famiglie richiedenti. La situazione attuale è gravissima: ad oggi – fine gennaio 2021! – ancora tante incertezze che lasciano le strutture e le famiglie nella più deludente solitudine nonché incognita per il futuro.

Grazie all’Avviso pubblico approvato con D. D. n. 640 del 21/09/2020 rivolto ai nuclei familiari, sono state presentate le domande di accesso al Voucher conciliazione per la frequenza di bambine e bambini e ragazze e ragazzi presso le Unità di offerta, che però al momento sono ancora in attesa – per la maggior parte – di riscontro in merito all’accoglimento della propria domanda di iscrizione a catalogo. Senza il completamento dell’intero percorso istruttorio, non è possibile proseguire con l’attribuzione del voucher alle famiglie.

L’anno educativo 2020/2021 è iniziato a settembre e, inverosimilmente, a fine gennaio non si hanno ancora i riscontri dell’istruttoria regionale sulle strutture da iscrivere a catalogo e conseguentemente sugli abbinamenti minori/servizi. Intanto le aziende sostengono da settembre i costi del Welfare pugliese, senza certezze e senza previsioni attendili sulle tempistiche per la risoluzione della vicenda. Alla luce di tutto questo, le strutture, già sovraccaricate dai costi (non riconosciuti da nessuno!!) di messa in sicurezza degli ambienti e del personale e utenti dall’emergenza COVID, non sono più in grado di anticipare ulteriori risorse per garantire il servizio di cura dei minori accolti.

Dal prossimo primo febbraio, pertanto, le strutture si vedranno costrette ad addebitare alle famiglie il costo intero della retta; ciò comporterà verosimilmente la rinuncia alla frequenza dei propri figli con la conseguenza di dover chiudere il servizio già dal prossimo mese di febbraio ed il conseguente licenziamento del personale in essere (oltre 5 mila persone di cui il 95% donna!).

E a scontare questi ritardi inaccettabili della pubblica amministrazione regionale sono, come sempre, gli utenti finali che da beneficiari di questa misura ne divengono inconsapevoli vittime. Noi sottoscritti, congiuntamente alle associazioni di categoria, chiediamo a questa Amministrazione di essere ascoltati, considerati e di impegnarsi responsabilmente e politicamente a trovare una soluzione immediata a questa vergognosa situazione, che sta annientando il sistema dell’offerta verso bambini e adolescenti impoverendo il territorio e che sta danneggiando anche le famiglie, che a quasi metà anno educativo ancora non sanno se la loro domanda di riconoscimento del voucher sia stata accolta o meno. Anche le famiglie hanno un proprio budget economico e come per tutti, anche per loro è indispensabile conoscere per tempo l’impegno delle uscite.

Appello alla Regione delle segreterie territoriali di Fp Cgil e Uiltucs-Uil di Lecce

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa che riguarda le 50 strutture interessate in provincia di Lecce

“Fondi in ritardo per asili nido e strutture private che si occupano di servizi educativi per minori a supporto delle fasce più deboli della popolazione: così non possono fatturare e pagare il personale. Famiglie ancora senza voucher, intervenga il presidente Emiliano”

“Servizi educativi per l’infanzia e l’adolescenza a rischio a causa dei ritardi accumulati dalla Regione Puglia: intervenga subito il presidente Emiliano”. Lo chiedono le segreterie territoriali di Fp-Cgil e Uiltucs-Uil di Lecce, che rilanciano il grido d’allarme delle cooperative sociali - Confcooperative Federsolidarietà, Legacoop Sociali, Fism, Forum Terzo Settore e Acsemi Puglia - preoccupate per i gravi ritardi nell’erogazione dei fondi spettanti a circa 500 asili nido e strutture private che si occupano dei Servizi educativi per minori in Puglia a supporto delle fasce più deboli della popolazione. Di queste, una cinquantina si trovano in provincia di Lecce e occupano centinaia di lavoratori (soprattutto donne).

“Senza fondi, queste strutture non possono fatturare le loro prestazioni a causa dei ritardi della Regione e dunque pagare il personale”, denunciano i segretari generali provinciali Fiorella Fischetti (Fp Cgil) e Antonella Perrone (Uiltucs). “Il problema – spiegano - nasce dall’istruttoria ancora in corso per l’iscrizione a catalogo delle Unità di offerta che erogano servizi per l’infanzia in Puglia ed il conseguente riconoscimento del voucher di conciliazione alle famiglie richiedenti. L’anno educativo è iniziato a settembre - rimarcano - e, inverosimilmente, a fine gennaio non si hanno ancora i riscontri dell’istruttoria regionale sulle strutture da iscrivere a catalogo e conseguentemente sull’abbinamento minori/servizi. Una situazione che sta danneggiando anche le famiglie che, a quasi metà anno, non sanno se la loro domanda di riconoscimento del voucher sia stata accolta o meno.  Intanto le aziende sostengono da settembre i costi del Welfare pugliese, senza certezze e senza previsioni attendibili sulle tempistiche per la risoluzione della vicenda”.

I sindacati invocano quindi l’intervento del governatore pugliese Michele Emiliano e del neo assessore al Welfare Rosa Barone: “Dal prossimo febbraio, non essendo più in grado di anticipare ulteriori risorse per garantire il servizio di cura dei minori accolti, queste strutture si vedranno costrette ad addebitare alle famiglie il costo intero della retta. Ciò comporterà, verosimilmente, la rinuncia di molte famiglie e il conseguente licenziamento del personale. Per queste ragioni – concludono Fischetti e Perrone - occorre intervenire con urgenza per risolvere questa delicata situazione nel più breve tempo possibile, affinché non siano i lavoratori e le famiglie a pagare per gli ingiustificati ritardi della Pubblica Amministrazione”

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