Domenica, 1 Agosto 2021
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"La Asl definisca le procedure di stabilizzazione": il parere del giudice del lavoro

Sono 8 gli operatori sociosanitari che hanno presentato ricorso per far valere i propri diritti, in base alla legge Madia. L'avvocato Quinto: " La sentenza è importante perché ha valenza di carattere regionale"

LECCE – Le stabilizzazioni nella Asl di Lecce sono ancora in alto mare. Così 8 operatori sociosanitari hanno presentato ricorso al Giudice del lavoro, assistiti dall'avvocato Pietro Quinto. Ed hanno ottenuto un riscontro favorevole.

Adottando un provvedimento d’urgenza, infatti, il diudice della sezione Lavoro di Lecce ha ordinato alla direzione di via Miglietta di procedere alla definizione della procedura di stabilizzazione. Ciò in ossequio di quanto disposto dalla legge Madia che prevede che le pubbliche amministrazioni, per superare il precariato, assumano a tempo indeterminato il personale che ha raggiunto i requisiti di anzianità previsti dalla stessa norma.

“La Asl di Lecce invece, pur avendo attivato le procedure per la stabilizzazione degli Oss, non ha definito il procedimento e gli interessati sono rimasti addirittura privi di un impiego, allo scadere del rapporto di lavoro – spiega Quinto -. Da qui il ricorso che chiedeva l'adozione di un provvedimento d’urgenza per ordinare all’amministrazione di definire le procedure di stabilizzazione”.

“Il giudice del Lavoro ha accertato che l’Asl aveva manifestato la volontà di stabilizzare i ricorrenti  ma successivamente ha disatteso tale determinazione, causando un ingiustificabile arresto della procedura”, prosegue l'avvocato.

“Dopo aver esaminato tutti gli atti del procedimento il giudice ha affermato che si posso applicare le regole del diritto privato, per cui la mancata definizione della procedura di stabilizzazione è contraria ai principi di buona fede e correttezza previsti dal codice civile, idonea ad arrecare un danno ed un pregiudizio ai ricorrenti, costretti a restare in una  situazione di immobilità ed incertezza”.

In conclusione il giudice ha affermato che alla Asl può essere richiesto di proseguire nella selezione, con l’adozione di un provvedimento conclusivo.

“L’importanza  – sottolinea Quinto – sta nella valenza di carattere generale perché riguarda tutti gli operatori sanitari del settore ospedaliero, anche a livello regionale. L’ordinanza è importante anche perché, pur nei limiti dell’incidenza sull’autonomia discrezionale della pubblica amministrazione, ha evidenziato che la Asl è comunque tenuta al rispetto dei principi di buona fede e correttezza, anche nel rapporto di lavoro con i suoi dipendenti”.

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