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In foto: gli assistenti sociali

In foto: gli assistenti sociali

Assistenti sociali pronti allo sciopero: 11 posti di lavoro a rischio

Sfuma l'accordo nell'Ambito di Lecce: senza proroga dei contratti in scadenza però sono in bilico anche l’assistenza ai percettori di reddito di cittadinanza e l’attività dell’equipe “Abuso minori”

LECCE – Assistenti sociali sul piede di guerra. Sembra sfumata, ormai, la proroga dei contratti in scadenza e l'ipotesi di stabilizzazione del personale precario nell'ambito territoriale di Lecce: due pessime notizie che hanno spinto i sindacati Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl a proclamare uno sciopero il 4 gennaio.

La preoccupazione è tutta sul proseguimento dei servizi sociali, dopo la fumata nera della riunione che si è tenuta ieri, 29 dicembre. La vertenza è intanto sbarcata sul tavolo della prefettura di Lecce: alla dottoressa Maria Rosa Trio i segretari delle tre sigle sindacali hanno chiesto un incontro urgente per avere risposte.

Più nel dettaglio, a far saltare i nervi è stata la mancata firma della delibera che avrebbe consentito le proroghe di 11 contratti in scadenza tra il 31 dicembre e il 31 gennaio 2021.

Senza quella firma, ben 11 lavoratrici su 40 totali, operatori che si occupano di servizi particolarmente delicati (mediatrici, assistenti e personale amministrativo che costituiscono l’equipe che segue le famiglie percettrici di reddito di cittadinanza e l’equipe "Abuso minori") perderanno il posto di lavoro.

I sindacalisti annunciano possibili disagi, di conseguenza, anche per le famiglie interessate.
 
“Questo personale svolge da anni un’attività indispensabile e di notevole rilievo sociale, di peso ancora più centrale in questo ultimo periodo – affermano Fiorella Fischetti (Fp-Cgil), Fabio Orsini (Cisl-Fp) e Antonio Tarantino (Uil-Fpl) -. Bisogna dare una risposta concreta ai precari: solo così sarà possibile garantire stabilità e continuità dei servizi sociali per le comunità di ciascun comune e dell’intero ambito”.

I tre sindacalisti hanno già sottolineato come il possesso dei requisiti stabiliti dalla legge (decreto legislativo 75 del 2017) riguardi anche le amministrazioni comunali che esercitano funzioni in forma associata.

“I tempi per il completamento delle procedure di stabilizzazione sono oramai stretti, anche a causa delle scadenze dei contratti ormai prossime. Per questo avevamo legato la richiesta di avvio delle procedure di stabilizzazione a quelle di proroga di tutti i contratti in scadenza”, concludono loro.

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