Giovedì, 18 Luglio 2024
Il messaggio

Dall’arcivescovo gli auguri alla sindaca: “Trasformare in scelte le attese dei cittadini”

Monsignor Seccia rivolge il proprio saluto ad Adriana Poli Bortone e chiede attenzione ai giovani e alle periferie. Infine, un ringraziamento al primo cittadino uscente: “Ne ho apprezzato passione e coraggio”

LECCE - “Giungano alla senatrice Poli Bortone gli auguri di buon lavoro al servizio del bene comune. I Leccesi hanno democraticamente scelto il primo cittadino per i prossimi cinque anni e ora tocca al nuovo sindaco accogliere e trasformare in sapienti scelte amministrative le attese dei suoi concittadini”. Con queste parole l’arcivescovo di Lecce, Michele Seccia, ha voluto salutare il nuovo sindaco della città, Adriana Poli Bortone, ricordando i diversi incontri avuti con la senatrice.

“Di lei – spiega - ho sempre apprezzato l’amore per questa città ma anche la sua tenacia e il suo coraggio oltre che le sue competenze. Non posso nascondere, però, che la persona che di più mi lega a lei sia l’arcivescovo Cosmo Francesco Ruppi del quale entrambi abbiamo avuto il dono e la gioia, sia pure per ruoli, luoghi e tempi diversi, di godere della sua amicizia e della sua ricchezza umana e spirituale”.

L'incontro alla commemorazione di Ruppi

Seccia racconta della commemorazione nel 2021 in cattedrale, per il decimo anniversario della morte dell’arcivescovo leccese, alcuni aneddoti, per bocca di Adriana Poli Bortone, a testimonianza del legame con Ruppi: “Non mi permetto di fare delle raccomandazioni – aggiunge - al nuovo sindaco: non ne ha bisogno, la sua esperienza è una grande garanzia. Le chiedo soltanto di aver cura soprattutto delle periferie, di prestare ascolto al disagio e alla povertà che giungono da alcuni quartieri di Lecce. Famiglie e persone sole che spesso scelgono il nascondimento e il silenzio pur di conservare un residuo di dignità. A lei chiedo di saper investire le proprie energie sui giovani che vedo sempre più attratti dalla fuga verso altri lidi; di non trascurare i disabili e di lavorare al contrasto alle diverse forme di dipendenza”.

Infine Seccia rivolge un saluto e un ringraziamento a Carlo Salvemini: “Anche con lui – afferma -, in tutti questi anni, che poi, fino ad oggi, sono coincisi con il mio servizio episcopale in questa diocesi, non sono mancati momenti di confronto e di feconda collaborazione. Ne ho apprezzato la grande passione politica e le scelte coraggiose pur nelle difficoltà di essere alla guida di una città del Sud”.

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