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Giovedì, 27 Gennaio 2022
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Avvertimento con due bossoli: ancora attestati di solidarietà al direttore

Rodolo Rollo, che è a capo della Asl di Lecce, è stato minacciato in relazione alla scadenza di 30 rapporti di lavoro. Mentre la Digos indaga, nei suoi confronti proseguono le manifestazioni di vicinanza

LECCE - Le minacce rivolte al direttore generale di Asl, cui sono stati recapitati due bossoli in una busta, destano apprensione nella sfera politico-istituzionale. Mentre gli inquirenti indagano, continuano a pervenire attestati di solidarietà. La pesante intimidazione conteneva anche l'indicazione del movente con la richiesta esplicita della proroga di 30 contratti a tempo determinato di prossima scadenza. 

Il vice presidente del consiglio regionale, Critsian Casili (M5S) ha così commentato: "Simili episodi sono inaccettabili: la disperazione e il bisogno di lavoro non possono in alcun modo essere una giustificazione. Auspico venga individuato al più presto l’autore di questo gesto criminale. Ho scritto al direttore per testimoniargli la mia vicinanza e ribadirgli che non è solo". 

Dai banchi della minoranza solidarietà da Paride Mazzotta, di Forza Italia: “Esprimo la mia solidarietà e quella di Forza Italia al direttore generale della Asl per il gravissimo atto intimidatorio che ha subito nell’esercizio delle sue funzioni gestionali. Gli siamo accanto in questa circostanza con la forza dell’unità contro ogni forma di minaccia o intimidazione a firma di chi vorrebbe calpestare il principio di legalità”.

Anche da Confindustria Lecce massima vicinanza al direttore "vittima di un gesto intimidatorio immeritato e assolutamente inqualificabile. Il rispetto delle regole - ha affermato il presidente reggente dell’associazione Nicola Delle Donne - soprattutto in un periodo delicato come quello attuale, va salvaguardato al di là di qualsivoglia interesse di parte. Non ci sono, infatti, giustificazioni di fronte alla violenza gratuita e all'arroganza".

Dal mondo della sanità gi operatori socio-sanitari risultati idonei all'ultimo concorso regionale, che hanno prestato servizio o che lo prestano tuttora nella Asl di Lecce, si dissociano "dall’atto e esprimono tutta la solidarietà, la vicinanza ed il sostegno sia sotto l’aspetto professionale che umano. Non è né tollerabile né tantomeno accettabile che una persona ed un professionista che si è sempre distinto per professionalità, lealtà, umanità si ritrovi minacciato di morte.Tale gesto certamente preoccupa molto e non fa altro che aggravare il clima di tensione che si è creato anche a causa della pandemia in atto".

"Le minacce e la violenza, che così spesso vengono utilizzate contro i professionisti della sanità, non devono e non possono mai rappresentare lo strumento per far valere i propri diritti - ha dichiarato Donato De Giorgi, presidente dell'Ordine dei medici, chirurghi e odontoiatri della provincia di Lecce -. Allorquando esse hanno caratteristiche  vili e mafiose, come nel caso specifico, tendono a gettare discredito su tutto il tessuto sociale del nostro territorio,  ma in realtà riversano sugli stessi autori tutta la gravità, vigliaccheria e inciviltà del gesto". 

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