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Sabato, 20 Aprile 2024
Previsti nuovi alloggi / San Pio / Via Alfonso Sozy Carafa

Avviata la demolizione delle case minime: lo sblocco dopo 15 anni di attesa

Costruite nel Secondo Dopoguerra, erano state poi progressivamente abbandonate al degrado. Per i residenti del quartiere San Pio una ferita aperta: il primo progetto di riqualificazione delle palazzine risale al 2008

LECCE - È iniziata questa mattina la demolizione delle case minime del quartiere San Pio, un conglomerato di palazzine (dieci i numeri civici, realizzate nel Secondo dopoguerra e divenute nel tempo luogo di abbandono e degrado.

La rigenerazione della zona era già l’obiettivo di un intervento risalente all’inizio della prima amministrazione Perrone, nell’ambito del Programma di riqualificazione urbana per gli alloggi a canone sostenibile del ministero della Infrastrutture, ma una serie infinita di complicazioni e ritardi ha lasciato immutata la situazione. A distanza di oltre quindici anni la benna ha iniziato a tirar giù quegli edifici fatiscenti (al cui interno è stato ritrovato di tutto).

Il sindaco, Carlo Salvemini, ha affidato ai tecnici il compito di quantificare la durata dell’intervento (la stima attuale è di circa tre, quattro settimane per palazzina) e più che alle promesse si è voluto affidare ai dati di fatto: “Avverto una responsabilità: per lungo tempo su queste palazzine campeggiava il cartello di cantiere dell’allora amministrazione comunale, nel 2009. Capite bene che per come intendo io il rapporto con i cittadini non annuncio date che possono essere soggette a qualche variabile in corso d’opera. Il cantiere ora è avviato, l’impresa ha tutto l’interesse, come lo abbiamo noi, a procedere senza intoppi”.

Appena dietro la recinzione del cantiere, insieme al sindaco e a diversi assessori della giunta (Marco Nuzzaci, Sergio Signore, Silvia e Rita Miglietta) c’erano alcuni cittadini. Nel corso degli anni le segnalazioni dei residenti sono state sempre più insistenti: “In questi anni su questo quartiere abbiamo lavorato non poco: abbiamo realizzato il nuovo parco Corvaglia, abbiamo consegnato le palazzine di via Pozzuolo e avviato progetti di condominio solidale, abbiamo liberato via Silvio Pellico la cui chiusura separava il quartiere in due pezzi, abbiamo fatto interventi di manutenzione di strade e marciapiedi, ma naturalmente sapevamo che questo era il progetto avvertito come urgente perché trasferiva l’idea di abbandono e degrado”.

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Al termine dell’intervento ci saranno 24 alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà comunale, 19 alloggi di edilizia residenziale sociale di proprietà privata da affittare con i requisiti fissati dalla Regione Puglia e 32 alloggi di edilizia convenzionata, anche questi privati, da cedere a prezzo concordato, oltre a locali commerciali e relative opere di urbanizzazione”.

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