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Bandiera Blu: conferme per Otranto, Salve e Melendugno. Fuori Castro, dentro Nardò

Il riconoscimento della "Foundation for environmental education" viene concesso a quei comuni che ottemperano a una quarantina di requisiti: dalla qualità delle acque alla mobilità leggera

Litorale di Nardò.

LECCE – Rimangono quattro i comuni costieri del Salento meritevoli dalla Bandiera Blu, ma quest’anno al posto di Castro figura Nardò. Conferme, invece, per Otranto, Salve e Melendugno.

Il riconoscimento, giunto alla 35esima edizione e concesso dalla ong Fee (Foundation for environmental education), arriva alla fine di un processo di verifica del rispetto di alcuni requisiti, alcuni dei quali considerati imperativi. E non aver centrato l’obiettivo del 40 percento di raccolta differenziata dei rifiuti è costata la bandiera a Castro.

“La nostra percentuale – ha commentato Alberto Antonio Capraro, il vice sindaco - è di fatto positiva se si considerano, tra le altre cose, il dato generale delle marine, l’incremento di dieci punti dall’insediamento della nostra amministrazione e l’assenza di un ecocentro. A quest’ultimo proposito, sin dal 2017 abbiamo partecipato all’avviso della Regione Puglia individuando il sito idoneo ed ottenendo il finanziamento necessario. La struttura è terminata da tempo, ma la pandemia ed alcuni problemi tecnici non hanno agevolato tempi più ristretti. Nei prossimi giorni in Consiglio comunale approveremo il regolamento necessario all’apertura".

Per la prima volta nella sua storia, Nardò è Bandiera Blu. Il prestigioso riconoscimento internazionale di Fee (Foundation for Environmental Education), dunque, premia per il 2021 la città neretina e il suo mare “eccellente”. In Puglia sono in tutto 17 le località che portano a casa l’ambitissima Bandiera Blu, assegnata alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio, con l’obiettivo strategico di indirizzare la politica di gestione locale verso un processo di sostenibilità ambientale. Nell’elenco pugliese Isole Tremiti, Peschici e Zapponeta in provincia di Foggia; Margherita di Savoia e Bisceglie per la Bat; Polignano a Mare e Monopoli per la provincia di Bari; Fasano, Ostuni e Carovigno in provincia di Brindisi; Castellaneta, Maruggio e Ginosa in provincia di Taranto; Melendugno, Otranto, Salve e appunto Nardò in provincia di Lecce.

L'esultanza di Nardò per sua "la prima volta"

Esulta, dunque, il sindaco di Nardò, Pippi Mellone. “È la prima volta nella storia che Nardò è Bandiera Blu ed è un risultato straordinario. Sono orgoglioso perché questo riconoscimento premia la città e le marine, ma anche cinque anni di duro lavoro, visto che hanno contribuito alla valutazione tra le altre cose la gestione dei rifiuti, le piste ciclabili e l’arredo urbano. Mare e servizi eccellenti, dunque, un fronte sul quale abbiamo profuso un impegno gigantesco. È una notizia bellissima - aggiunge - , che arriva peraltro nel primo giorno di zona gialla, le premesse migliori per un’estate positiva da ogni punto di vista, sempre però con il buon senso e la responsabilità di tutti. Inutile dire che la Bandiera Blu è carburante nel motore dell’economia della nostra città”.

“Avere il “sigillo” della Bandiera Blu – commenta, subito dopom ache l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio – significa tante cose. Il mare bello e sano, i servizi eccellenti, una sensibilità diffusa per l’ambiente, tutti elementi che fanno fare un salto di qualità al territorio neretino, con tutto quello che questo può significare, anche in termini turistici ed economici. Mi piace pensare che la Bandiera Blu sia un grandissimo punto di arrivo dopo l’enorme lavoro che abbiamo fatto in ogni settore, ma anche l’occasione per maturare e per essere tutti più sensibili e più bravi nel corretto approccio all’ambiente circostante”.

“Stare nell’elenco delle Bandiere Blu – aggiunge poi l’assessore al Turismo e allo Sviluppo Economico Giulia Puglia – è motivo di grande orgoglio, visto che parliamo di un “club” esclusivo in cui ci sono le migliori località turistiche internazionali. Da Sanremo a Forte dei Marmi, da Positano alle Tremiti, dalle perle siciliane a quelle sarde, solo per restare in Italia. Con l’auspicabile normalità della stagione balneare 2021, possiamo dire che aspettiamo visitatori da ogni parte del Paese e d’Europa, a partire proprio da quelli del circolo esclusivo di chi si muove, sono tantissimi, seguendo proprio la mappa delle Bandiere Blu”.   

L'ambita certificazione

Nel complesso la valutazione riguarda la qualità delle acque negli ultimi quattro anni, la qualità dei servizi balneari e ricettivi, le buone prassi ambientali, la mobilità sostenibile. Per numero di Bandiera blu la Puglia è al terzo posto, dietro Liguria (32), Campania (19) e a pari merito con la Toscana (17). Per quanto riguarda la categoria "approdi", obiettivo centrato anche in questa edizione per il porto turistico di Santa Maria di Leuca e quello di San Foca.

Quella della Bandiera è una delle certificazioni più ambite dai territorio rivieraschi, una sorta di bigliettino da visita da esibire ai visitatori per caratterizzare la propria vocazione turistica coniugata alla sostenibilità ambientale. Nel mese di giugno si attende invece la classifica di Legambiente per quanto riguarda l'attribuzione della Vele da parte di Legambiente e del Touring Club Italiano: lo scorso anno le Cinque Vele, riconoscimento massimo, furono concesse all'Alto comprensorio adriatico (Vernole, Melendugno, Otrano) e all'Alto comprensorio ionico (Nardò, Porto Cesareo, Gallipoli, Racale).

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