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Lunedì, 20 Maggio 2024
Amarezza e polemiche / Porto Cesareo

L’altra faccia della "bandiera blu": delusione nelle località costiere escluse

Otranto fa i conti con il mancato riconoscimento per il secondo anno consecutivo. A Porto Cesareo parla la vicesindaca: “Colpa della Regione che non autorizza l’attivazione del depuratore”

OTRANTO/PORTO CESAREO – Venerdì scorso sono state assegnate a sei località salentine le bandiere blu per il 2023: e se, da un lato, c’è la gioia delle località costiere che hanno ottenuto il prestigioso vessillo di qualità, dall’altra ci sono le grandi escluse, che fanno i conti con la propria delusione.

È il caso di Santa Cesarea Terme, Porto Cesareo e Otranto. L’amarezza più grande arriva proprio nella città dei Martiri, che fa i conti per il secondo anno consecutivo con la mancata attribuzione della bandiera blu, che, va ricordato, viene conferita in base ad alcuni criteri qualitativi che rispondono a parametri delle acque di balneazione e dei servizi offerti.

La commissaria straordinaria, Vincenza Filippi, a pochi giorni dal suo insediamento, aveva garantito il massimo impegno per riottenere tra gli obiettivi possibili della sua gestione il riconoscimento.

Anche quest’anno, però, la città dei Martiri incassa il no della Foundation for Environmental Education, non soddisfacendo a pieno i criteri richiesti. L’anno scorso il motivo prevalente dietro alla perdita della bandiera blu, a detta degli amministratori allora in carica, era da collegarsi al requisito imperativo di una raccolta differenziata maggiore del 40%, con responsabilità da fa ricadere sui ritardi di Ager-Regione Puglia per una gara per la gestione del servizio porta a porta.

Si chiude idealmente così un anno nero per la città, che ha visto due volte negato il riconoscimento e che poi è stata tagliata fuori dalla corsa per la candidatura a Capitale della cultura 2025, passando per il commissariamento scaturito dalle note vicende giudiziarie che l’hanno travolta.

A Porto Cesareo la delusione per il mancato risultato si coglie nelle parole della vicesindaca e rappresentante comunale del Movimento Regione Salento, Anna Peluso, che pur esaltando le qualità di “una delle spiagge più belle del Salento” e di un territorio che vanta “la seconda area marina protetta più estesa d’Italia”, commenta amareggiata il diniego della bandiera blu.

Parla, pertanto, di paradosso che Porto Cesareo “patisce da oltre quarant’anni”, a causa della mancata attivazione del depuratore, “pronto ma mai allacciato alla rete fognaria”. Per l’amministratrice, la colpa è da addebitare della Regione Puglia, che non concede “l’autorizzazione provvisoria allo scarico in battigia di acqua depurata, unica soluzione fattibile e immediata per uscire da questo problema ambientale e di salute pubblica”: “Siamo fermi – afferma - con un impianto di depurazione pronto ma senza autorizzazione provvisoria all’utilizzo, in attesa della realizzazione del progetto definitivo per il riutilizzo delle acque reflue”.

Un’assurdità denunciata da tempo dal MrS, con manifestazioni pubbliche e investendo della questione lo stesso consigliere regionale Paolo Pagliaro, sino al recente progetto delle tre vasche drenanti “a cui – precisa Peluso - abbiamo subito detto no”: “Contrarietà – argomenta - che abbiamo ribadito e motivato anche in Consiglio regionale a luglio dell’anno scorso. Ma la Regione ha deciso di tirare dritto senza considerare le nostre ragioni, portando avanti un progetto che comporta un inutile spreco di risorse pubbliche e soprattutto di tempo, e che a gennaio scorso è stato bocciato anche dalla Provincia di Lecce”.

Per la vicesindaca, il diniego della bandiera blu è “l’ennesima umiliazione che la nostra comunità è costretta a subire”: “Mentre la nostra città viene presa d’assalto dai turisti incantati dalla bellezza del suo mare e delle sue spiagge – conclude -, ci viene tolto il diritto a sventolare con orgoglio un riconoscimento che ci sarebbe dovuto”.

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