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Foto di repertorio

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"Bisogni di salute ignorati per l'emergenza Covid": sindacati in pressing su Asl

Cgil, Cisl e Uil chiedono un confronto anche sulla gestione della pandemia, sui problemi delle liste d’attesa, sulla governance dei vaccini e sulla salute di pazienti e operatori

LECCE – Intervenire sulle criticità del sistema sanitario per sconfiggere, insieme, la pandemia da Covid-19. È questa la richiesta dei sindacati confederali che hanno scritto al direttore generale della Asl, Rodolfo Rollo, per chiedere un confronto aperto e diventare parte attiva nella soluzione dei problemi che si sono registrati negli ultimi mesi.

Secondo i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Valentina Fragassi, Ada Chirizzi e Salvatore Giannetto rimangono da perfezionare sia l'organizzazione della rete ospedaliera, sia quella della rete territoriale a causa dei vistosi ritardi nel percorso di riqualificazione dei presidi territoriali di assistenza e degli altri presidi di prossimità.

I segretari hanno quindi chiesto a Rollo di ottenere i dati sugli interventi messi in campo sinora: “Il diffondersi del contagio all’interno delle Rsa e delle strutture sanitarie pubbliche e accreditate fa accrescere la preoccupazione nella cittadinanza e negli operatori del settore ed evidenziano il bisogno di una rimodulazione degli interventi – puntualizzano i sindacalisti -. La direzione della Asl di Lecce non può più tergiversare: serve un confronto urgente rispetto a modelli organizzativi, tempistiche e strategie”.

Cgil, Cisl e Uil chiedono, in particolare, di conoscere se sono state assunte tutte le possibili misure anticontagio per prevenire l’insorgere di focolai, che possono essere stati favoriti dalla mancata separazione dei percorsi “Covid” da quelli “non Covid”.

I segretari, nella lettera inviata l'11 febbraio, chiedono risposte sugli standard delle dotazioni dei dispositivi di protezione individuale; quali siano le misure prese in favore dei lavoratori fragili; il numero delle unità speciali di continuità assistenziali (Usca) effettivamente funzionanti; notizie sullo stato di attuazione del piano ospedaliero aziendale, che deve essere funzionale ad un incremento dei posti di terapia intensiva e semi intensiva, di malattie infettive e pneumologiche e per contenere questa fase di recrudescenza della pandemia.

Infine, secondo i confederali, anche la governance del piano vaccinale avrebbe evidenziato sin da subito alcune criticità.“Il confronto si è arenato da tempo – sottolineano Fragassi, Chirizzi e Giannetto -  e senza informazioni circa tempi e modalità per il recupero delle prestazioni ambulatoriali, screening e ricoveri ospedalieri non erogati”. Secondo i sindacalisti, poi, non si può ignorare il bisogno di salute di tante categorie di persone a rischio, come i malati oncologici.

“Restiamo in attesa di acquisire le necessarie informazioni riguardo alle principali richieste di approfondimento avanzate, così da poter individuare a livello territoriale e poi in sede regionale con il presidente Emiliano, le possibili azioni di riprogrammazione e qualificazione delle misure intraprese e da intraprendere a salvaguardia della salute di cittadini e lavoratori”, concludono i sindacalisti.

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