Blocco del traffico, la rabbia degli operai. Dopo il vertice si apre uno spiraglio

La protesta dei lavoratori di Alcar. I sindacati: "Chiesto il blocco dei mutui. Il prefetto farà le verifiche sulla ricapitalizzazione". Il nuovo proprietario disponibile a un bonifico

In foto: la protesta davanti alla Prefettura di Lecce

LECCE - “Vogliamo gli stipendi, vogliamo dignità”: questo il grido di battaglia degli operai metalmeccanici di Alcar che hanno indetto un nuovo sciopero di 8 ore per rivendicare lo stipendio di ottobre, non erogato.

Circa 120 dipendenti dell'azienda specializzata in meccanica industriale si sono dati appuntamento in prefettura, sotto la pioggia, per un sit-in dai toni accesi. Hanno infatti bloccato il traffico veicolare in via XXV Luglio, intorno alle 10, permettendo alle macchine di transitare solo a singhiozzo.

In serata, dopo l'incontro convocato in prefettura con l'azienda, i sindacati e la banca interessata, è maturata la possibilità per gli operai di ricevere il corrispettivo di ottobre entro l'inizio della prossima settimana: il nuovo proprietario, Matteo Ginatta, ha infatto manifestato la disponibilità a effettuare un bonifico di 500mila euro con il quale l'istituto di credito potrà anticipare le fatture. Il tutto dovrebbe avvenire in tempi brevi, perché i sindacati sono pronti a nuove iniziative di mobilitazione.

Lo stop era stato proclamato dai segretari di Fiom Cgil e Fim Cisl che si erano detti insoddisfatti dell’incontro del giovedì 21 novembre con i dirigenti dell’azienda. I rappresentanti delle sigle territoriali, Annarita Morea e Maurizio Longo, hanno incontrato il prefetto Maria Teresa Cucinotta poco dopo l'inizio della protesta per approfondire due questioni essenziali.

La prima è legata alla necessità che i lavoratori hanno di percepire il salario in tempi stretti, e quindi prima della data del 5 dicembre che deriva dal crono-programma presentato dall'azienda. Ad Alcar, infatti, l'istituto bancario di riferimento ha chiesto rassicurazioni da presentare ai creditori, a partire dall’aumento di capitale da parte del gruppo controllante (Metec), subito dopo un piano industriale. Il secondo motivo, legato a doppio filo al primo, è stato quello di interessare il rappresentante territoriale del governo affinché gli istituti di credito possano sospendere le rate di mutui e prestiti in capo ai lavoratori. Rispetto a questo nodo, hanno poi riferito i sindacati, è stata riscontrata disponibilità, ma ogni lavoratore dovrà presentare richiesta alla propria banca.

Sul tavolo rimangono poi gli interrogativi che pendono sul percorso di ricapitalizzazione. È infatti accaduto che l'assemblea straordinaria, convocata per deliberare l'aumento di capitale sociale fino a un milione di euro, non abbia raggiunto il quorum costitutivo. Il motivo? In quella circostanza risultava assente il socio di maggioranza, Metec spa, rappresentato dall'amministratore giudiziario nominato dal tribunale di Torino.

alcar 2-2

“Ringraziamo il prefetto per l'interessamento mostrato nei confronti di questa vertenza – ha spiegato la segretaria Morea al margine dell'incontro -: ci ha comunicato che si coordinerà con il prefetto di Torino e verificherà già domani mattina, insieme al custode giudiziario, quali sono le condizioni della ricapitalizzazione. Questa verifica sarà fatta anche insieme al magistrato competente del tribunale di Torino. Nel pomeriggio ci sarà un incontro tra l'istituto di credito e l'azienda per verificare se esistono strade alternative per erogare le retribuzioni senza dover aspettare la ricapitalizzazione”.

Dopo il vertice del pomeriggio si è deciso di tornare al lavoro, ma l'attenzione resta molto alta: Fiom e Fim hanno intanto sollecitato la task force regionale sui temi del lavoro ad attivarsi per conoscere i dettagli del piano industriale e della tenuta occupazionale.

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