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Via Trinchese, angolo via XXV luglio alle 18.30 di domenica 13 dicembre.

Via Trinchese, angolo via XXV luglio alle 18.30 di domenica 13 dicembre.

Più guariti che nuovi casi, la Puglia respira. Ma preoccupano gli assembramenti

Il sorpasso non si verificava da mesi. Intanto il governo valute alcune ipotesi per misure più restrittive in vista del periodo festivo: in quella direzione vanno le pressioni degli esperti e degli enti locali

LECCE - Per la prima volta dopo diversi mesi, in Puglia l'incremento dei guariti ha superato quello dei nuovi casi: 746 contro 656 secondo quanto riporta il bollettino epidemiologico regionale. Si tratta di un ulteriore segnale a conferma del rallenamento dell'epidemia di Covid, concretizzatosi in Puglia con un certo ritardo rispetto alla media nazionale.

Poco meno di 5mila i tamponi registrati, per un rapporto del 13,5 percento degli esiti positivi, del 22,5 calcolato sui nuovi casi testati. I decessi sono stati 24, per un totale di 1.958 dall'inizio dell'epidemia. Lievissima riduzione per quanto riguarda il numero dei ricoverati, che oggi risulta essere pari a 1.735 (tre in meno), di cui 184 in terapia intensiva (sette in meno) dove ci sono stati 17 nuovi ingressi. Nel dettaglio delle province, i nuovi positivi sono 212 nel Barese, 262 nel Foggiano, 61 nella Bat, 59 in provincia di Lecce, 43 in quella di Brindisi, 13 nel Tarantino. Poi ci sono due casi riferiti e residenti fuori regione e quattro di provenienza non nota.

Se i segnali di flessione della curva epidemica sono motivo di sollievo, desta preoccupazione, invece, in Puglia come altrove, il rischio incubazione di una terza ondata a causa degli assembramenti: il primo fine settimana di allentamento delle restrizioni finora vigenti, con diverse gradazioni, nelle regioni italiane, ha portato all'affollamento di vie e piazze delle città.

Preoccupazione per gli assembramenti

In queste ore il governo si starebbe orientando, su pressione del Comitato Tecnico Scientifico, a irrigidire le misure già predisposte nel periodo festivo. Le ipotesi principali sono due: considerare tutta Italia, nei giorni festivi e prefestivi, alla stregua di una zona rossa, con chiusura dei negozi e divieto di spostamento dalla propria abitazione se non per motivi di necessità, oppure di una zona arancione, con divieto di movimento tra un comune e l'altro e con possibilità solo di asporto per bar e attività di ristorazione.

Molti segnali di allarme sono partiti in questi giorni dagli enti locali e dalle varie autorità territoriali. Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ne ha parlato in mattinata col ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia: "Ribadisco una posizione che ho espresso nei giorni passati - ha scritto il primo cittadino, a latere -: l'andamento dei contagi, il numero dei decessi, l'occupazione dei posti letto negli ospedali giustificano la dichiarazione dell'Italia zona arancione, per l'intero periodo delle festività natalizie. Quindi attività commerciali aperte accompagnate dal divieto di spostamento dal proprio comune. Magari con la previsione di continuare con l'apertura delle attività ristorative sino alle 18. Solo limitando la possibilità di movimento dei cittadini, infatti, potremmo evitare il ripetersi delle situazioni vissute ieri in tutte le aree centrali delle città italiane".

I controlli: al vaglio la posizione di 17 ragazzi

D'altra parte, in un contesto in cui è consentita la piena libertà di spostamento e sono incentivate le campagne di sostegno al commercio al dettaglio, controllare la situazione con mezzi ordinari è compito arduo. Il personale della questura di Lecce sta valutando la posizione di undici minorenni, individuati a causa di un assembramento nei pressi di piazza Sant'Oronzo, ma anche qualle del titolare di un'attività commerciale in pizza Mazzini, per non aver fatto rispettare il limite di capienza all'interno dei suoi locali. 

Nel complesso, in provincia di Lecce, la polizia ha controllato tra sabato e domenica 817 persone, 224 veicoli, 30 tra bar e nogozi: nel bilancio anche due denunce, una per furto e un'altra per porto di oggetti atti a offendere, e una segnalazione alla prefettura per possesso di marijuana.

Leggi il bollettino epidemiologico del 14 dicembre

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