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Nella regione 40 decessi da complicanze Covid: tre nella provincia di Lecce

Rapporto alto tra numero di esiti positivi e tamponi registrati, in calo per il giorno festivo. Nel Salento i nuovi casi sono 16, ma il dato è da prendere come eccezione: la media settimanale è stata di 112

LECCE - Nell'attesa che la diffusione del Covid-19 inizi una parabola discendente - il cosiddetto picco sembra questione di giorni -, in Puglia si registra ancora una volta un numero consistente di decessi: 40 sono quelli di cui riferisce la consueta nota regionale, di cui uno in provincia di Lecce (20 in quella di Bari, 18 nel Foggiano, 1 a Taranto). In realtà tra ieri e oggi nel Salento tre sono stati gli anziani che si sono arresi alle complicanze del Covid-19: una donna di Seclì e due uomini, rispettivamente di Lecce e San Cesario di Lecce.

Gli esiti positivi sono 980 su 3.869 test processati (il solito calo dovuto al giorno festivo), per un tasso del 25 percento che diventa del 63 se si considerano i singoli casi testati: la spiegazione sta essenzialmente nel fatto che nel fine settimana molti dei pochi tamponi che vengono fatti sono destinati ai casi sintomatici, con più probabilità quindi di esito positivo.

Nel dettaglio per territorio:  404 i nuovi casi in provincia di Bari, 187 nella Bat, 168 nel Foggiano, 139 in provincia di Taranto e 66 in quella di Brindisi e, infine, 16 nel Leccese (più tre casi di residenza non nota). Un dato, quest'ultimo, da prendere molto con le molle considerando che nell'ultima settimana la media è stata di 112 nuovi casi giornalieri. 

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Il numero dei posti letto occupati è passato da 1.637 a 1.690 (circa 190 in terapia intensiva), quello dei guariti si è incrementato di 313 unità (totale 11.288). Gli attuali positivi nella regione sono 31.979, di cui 30.289 in isolamento domiciliare. 

Ossigeno liquido: prescrizioni anche da medici di base

La Regione Puglia ha previsto per i medici di base la possibilità di prescrivere ossigeno luquido a domicilio, facoltà che finora era riservata solo agli specialisti. “Questo – spiegano l’assessore alle Politiche della Salute, Pier Luigi Lopalco e il direttore del dipartimento Politiche della Salute, Vito Montanaro – andrà a vantaggio non solo dei pazienti Covid ma anche di tutti i pazienti con patologie pneumologiche che necessitano di ossigenoterapia domiciliare”.

L'ossigeno liquido sarà portato da personale specializzato nelle case dei pazienti, con annessa installazione e regolazione delle bombole che hanno capienza maggiore rispetto a quelle per l'ossigeno gassoso. Il medico di base avrà a disposizione l'elenco delle ditte che si sono aggiudicate la fornitura. Ai pazienti saranno consegnate anche le tubature necessarie il numero di contatto per il call center che gestisce la manutenzione e i vuoti. La prescrizione in deroga è possibile fino al 31 gennaio.

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