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Foto di repertorio.

Foto di repertorio.

Braccia incrociate davanti all’Alcar: lo sciopero per rivendicare il contratto

Gli operai insieme ai sindacati metalmeccanici sono pronti a manifestare il 5 novembre: "Riprendere la trattativa è fondamentale per tutelare il salario e il potere di acquisto"

LECCE – Braccia incrociate per chiedere il rinnovo del contratto, scaduto da 10 mesi. L'appuntamento è per il 5 novembre, alle ore 10 davanti ai cancelli di Alcar Industrie srl dove gli operai metalmeccanici manifesteranno le loro preoccupazioni.

Lo sciopero, indetto da Fim, Fiom e Uilm, cade ad un anno esatto dalla presentazione della piattaforma contrattuale.
 
In questo modo i metalmeccanici intendono rispondere “all'intransigenza di Federmeccanica e Assistal, che in questi mesi hanno di fatto impedito la trattativa per il rinnovo del Ccnl”.

I sindacati sostengono che sia necessario rimettere al centro dell'iniziativa i temi della salute e della sicurezza dei lavoratori, dei diritti e della difesa dell'occupazione.

La mobilitazione dei metalmeccanici pone al centro alcune questioni fondamentali: la difesa dell’occupazione e il rilancio dell’industria metalmeccanica; l'aumento del salario, il miglioramento del welfare, dei diritti e delle tutele; la salute e la sicurezza dei lavoratori; la stabilizzazione dell’occupazione precaria e l'introduzione della clausola sociale nei cambi appalti; il riconoscimento delle competenze professionali; la contrattazione dello smart-working e della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
 
“Il rinnovo del Ccnl è di vitale importanza per tutti i lavoratori italiani, ma in particolare per chi opera al Sud ed in una zona geograficamente marginale come il Salento - dicono i segretari Maurizio Longo, Annarita Morea e William Maruccia -. Riprendere la trattativa è fondamentale per tutelare il salario e con esso il potere di acquisto dei metalmeccanici salentini. La scelta di organizzare il presidio davanti all’Alcar Industrie srl, nel pieno rispetto della normativa Covid, è dettata dalla necessità di tenere alta la guardia sulla vertenza più complicata del territorio”

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