Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Braccianti e lavori nei campi: già in vigore ordinanza anticaldo sino a fine agosto

E’ tornato in vigore il consueto provvedimento estivo a Nardò che dispone il divieto di lavoro nelle campagne dalle 12,30 alle 16 a tutela della salute dei lavoratori agricoli. Da quest’anno monitoraggio dei giorni più caldi sul sito curato da Inail e Cnr. Mellone: “La mia battaglia di civiltà”

NARDO’- Come ormai da cinque anni torna in vigore l’ordinanza anticaldo firmata dal sindaco di Nardò, Pippi Mellone, che dispone il divieto dei lavori nei campi nella fascia oraria più critica dalle 12,30 alle 16. Il provvedimento valido su tutto il territorio comunale a tutela dei braccianti e lavoratori agricoli impegnati nella raccolta estiva di angurie e prodotti ortofrutticoli resterà in vigore sino alla fine di agosto.

Sul rispetto dei divieti contemplati nell’ordinanza comunale saranno chiamati a vigilare gli agenti della polizia locale e le forze dell’ordine. Si tratta di un provvedimento già applicato negli anni scorsi a tutela dei braccianti agricoli, chiamati ad un impegno lavorativo in orari particolari. Il divieto, circoscritto a tre ore e mezza, non pregiudica la normale giornata lavorativa per braccianti e aziende, viste le tante ore di luce naturale dei mesi estivi.

La novità di quest’anno è la connessione del provvedimento con il progetto “Worklimate” promosso da Inail e Cnr, che rende disponibile sul sito web dedicato le mappe nazionali di previsione del rischio di esposizione occupazionale al caldo. Di conseguenza, il divieto vale a maggior ragione nei giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito e riferita ai “lavoratori esposti al sole” con attività fisica intensa, indichi un livello di rischio “alto” per il territorio di Nardò.

Come ogni anno in questo periodo, l’attività agricola e la raccolta delle angurie e degli ortaggi fanno registrare sul territorio neretino un significativo aumento del numero dei lavoratori impiegati nei campi (non solo migranti), spesso purtroppo nelle ore centrali della giornata, che sono quelle più calde e quindi potenzialmente più dannose per la salute degli stessi lavoratori.

Si tratta di attività svolta esclusivamente all’aperto, senza alcuna protezione per quanto riguarda gli effetti del sole e delle alte temperature su ogni singolo bracciante. Peraltro, con l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale da Covid19 che complicano ulteriormente il quadro. Una condizione più volte emersa nelle cronache locali e nazionali che hanno evidenziato sul territorio negli anni scorsi fenomeni riconducibili al caporalato e ad altre forme di sfruttamento della forza lavoro.

“Il caldo di questi giorni, semmai ce ne fosse bisogno, dimostra quanto sia importante un provvedimento come questo” dice il sindaco Mellone, “Un’ordinanza che rivendichiamo con orgoglio. Provvedimento, è bene ricordarlo, che non tutela i soli lavoratori migranti, come qualcuno vuole far credere, ma tutti i lavoratori dei campi, indipendentemente dal colore della loro pelle. In questi anni abbiamo tutelato concretamente la salute e la vita dei braccianti, vietando l’impiego nelle ore più calde della giornata e scongiurando quella che è una forma di sfruttamento. Quest’anno c’è una novità, perché l’operatività dell’ordinanza è legata alle rilevazioni quotidiane del sito messo a punto da Inail e Cnr, che costituisce un parametro oggettivo per applicare il divieto. Un altro tassello di quel totem sull’agricoltura etica su cui lavoriamo sin dal 2016”.

Gli effetti dell’ordinanza comunale cesseranno il 31 agosto prossimo e il mancato rispetto dell’obbligo imposto dal provvedimento del sindaco prevede una sanzione amministrativa di 500 euro.

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