Martedì, 16 Luglio 2024
Una pessima figura

La farsa colossale di una nave che diviene metafora di un’Italia alla deriva

Sul caso delle forze dell'ordine chiamate a prestare servizio al G7, stipate su una carretta del mare, il governo si sente parte lesa. Ma è possibile che non sia stato fatto un controllo preventivo? Sotto gli occhi del mondo, l'onta di una disorganizzazione che colpisce proprio chi è al servizio dello Stato

E la nave va. Dove ce la stiano mandando poliziotti, carabinieri e finanzieri stipati sopra come sardine, fra servizi igienici rotti, cabine inagibili, cibo scadente, è facile da immaginare. Il peggior biglietto da visita per un G7 organizzato nello Stivale, quello che nessuno auspicava, era proprio che potesse materializzarsi sotto gli occhi del mondo qualche situazione da farsa.

Il problema è che le dimensioni della farsa sono gigantesche e la vicenda supera di gran lunga il senso del ridicolo. Solo in Italia si potevano far accomodare migliaia di appartenenti alle forze dell’ordine su un enorme reato galleggiante. Inutile dire che le indagini siano state molto rapide. Nemmeno Checco Zalone all’apice del suo immaginario grottesco avrebbe partorito una simile sceneggiatura.

Stendiamo un velo pietoso sulla scarsa copertura del servizio pubblico sulla vicenda. Accade ogni qualvolta il governo scivoli su una buccia di banana: ormai, evidenziarlo, è come sparare sulla Croce rossa. Ma come vogliamo chiamarla, noi, questa storia della Mykonos Magic, da oggi Tragic? Frode ai danni dello Stato, per cercare di dribblare il vero problema, vale a dire la più totale incapacità organizzativa?

Il governo mette le mani avanti, già preannunciando di sentirsi parte lesa. Il che provoca ancor più imbarazzo. Possibile che non ci sia stato un controllo preventivo, onde evitare impicci impossibili da risolvere all’ultimo secondo senza creare ulteriore scompiglio e malcontento?

Come suggerisce un mio amico che ha passato giusto un trentennio nelle questure di mezza Italia, “con tutti ‘sti servizi segreti e 007 non lo sai a chi ti stai rivolgendo e che cosa ti stanno offrendo?”. E intanto, nella miglior tradizione italica, sembra che la pezza sia persino peggio del buco. La nuova nave, tuonano alcuni sindacati in queste ore, sarebbe ancor più inadeguata.  

Non se la passano meglio i vigili del fuoco. “Accampati in mezzo al nulla di una campagna oppure in tende montate all’interno di autorimesse del Comando dei vigili del fuoco di Brindisi riadattate all’uso”, accusano i sindacati di riferimento in una nota che vede unite tutte le sigle, senza distinzioni. E, ancora: “Pranzo in cestini non idonei e non sufficienti a soddisfare le esigenze del personale per un servizio della durata di 24 ore”.

Si rasenta il disprezzo, in questo modo, verso chi indossa una divisa ed è chiamato, ogni giorno, a mettere la propria vita al servizio degli altri, a volte fino al sacrificio estremo, per paghe insufficienti. Già spesso lavorano in caserme e questure fatiscenti. Ora li mandano in mezzo al mare o nelle campagne ad arrangiarsi alla men peggio. Salvo chiedere di essere inappuntabili nel loro servizio di controllo perché al G7 tutto il resto fili liscio. 

Sono chiari sintomi del pressapochismo di una classe politica che naviga a vista, giocandosi troppo spesso la carta dell’improvvisazione, oggi sbugiardata in modo definitivo proprio da quelle donne e quegli uomini che non perde occasione di fingere di elevare durante le parate rituali. Un’immagine da sfruttare a proprio piacimento per dipingere un’Italia dell’efficienza che esiste solo nel mondo dei sogni.

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