Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Una giornata per la legalità, nel ricordo del sacrificio di Antonio Montinaro

Il presidente Emiliano a Calimera con don Luigi Ciotti per ricordare la figura del caposcorta di Giovanni Falcone, a 29 anni dalla strage di Capaci

CALIMERA – Cadeva ieri, 23 maggio, l’anniversario della strage di Capaci, in cui nel 1992 morirono il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini addetti alla loro sicurezza: il caposcorta Antonio Montinaro, di Calimera, Rocco Dicillo e Vito Schifani. E oggi, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha percorso l’intera Puglia per una giornata all’insegna della legalità.

Partendo da Foggia, territorio martoriato da cruente guerre criminali, passando da a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi, per un evento con gli studenti, Emiliano è arrivando in serata a Calimera, con don Luigi Ciotti, per celebrare Antonio Montinaro, insieme ai familiari delle vittime innocenti di mafia. La cerimonia s’è svolta alle 19 presso la Chiesa della Fiducia, nell’ambito di un momento di preghiera che viene organizzato ormai da ventinove anni dalla sorella di Antonio, Matilde.

“Antonio Montinaro è un fratello pugliese insieme a Rocco Dicillo  e ovviamente anche a Vito Schifini che era nato a Palermo”, ha esordito Emiliano. “Oggi siamo qui a Calimera, come mi capita spesso in questi ultimi anni, a ricordarlo insieme a Giovanni Falcone e alla dottoressa Morvillo”. 

Video | Don Ciotti: "Inquietante la normalizzazione delle mafie"

“Per noi questo è un momento quasi familiare, ma che mira anche a dare il segno di una regione intera impegnata quotidianamente a favore della legalità, nella lotta alla criminalità mafiosa e in generale a tutte le illegalità. Oggi – ha aggiunto il presidente - siamo partiti da Foggia, dove abbiamo firmato un importantissimo protocollo per la gestione delle foresterie in agricoltura, per dare un’alternativa al caporalato.  Abbiamo incoraggiato la città in un momento difficile e adesso siamo qui con don Luigi Ciotti, al tramonto, in famiglia, come ho detto, a ricordare Antonio, che è l’orgoglio di Calimera e della Puglia, insieme al suo amico Rocco Dicillo, che era di Triggiano in provincia di Bari”.

L’associazione Nomeni, fondata dalla sorella Matilde, come detto ha organizzato come ogni anno un momento di riflessione e preghiera nella città dove Antonio era nato, cresciuto e diventato l’uomo che amava il suo lavoro. Interessante l'intervento di don Luigi Ciotti, fondatore dell'associazione Libera, che ha fornito una sua lettura critica su come la percezione generale, basata sul fatto che vi siano meno omicidi e fatti di sangue rispetto al passato, stia portando a un pericoloso senso di normalizzazione del fenomeno mafioso. "Loro sono morti - ha ricordato, riferendosi alle vittime di quel terribile attentato -, ma è necessario che noi siamo sempre più vivi". 

Accanto a Matilde Montinaro e alla sua famiglia, oltre ad Emiliano, il procuratore generale della Repubblica di Lecce Antonio Maruccia, il prefetto di Lecce, Maria Rosa Trio, il questore di Lecce, Andrea Valentino, il sindaco Gianluca Tommasi e l’amministrazione comunale di Calimera, l’ex procuratore di Lecce, Cataldo Motta, una rappresentanza degli studenti dell’Istituto comprensivo di Calimera-Caprarica-Martignano insieme alla dirigente Piera Ligori.

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