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Giovedì, 18 Agosto 2022
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Con 12 milioni di euro l’ex Manifattura di Campi sarà centro di ricerca per l’enologia

Fra le prime dieci idee ammesse a finanziamento da parte dell’Agenzia per la coesione territoriale con i fondi Pnrr, il progetto è frutto di un partenariato guidato da UniSalento. Sorgerà un laboratorio integrato in grado di sostenere lo sviluppo competitivo della vitivinicoltura salentina

CAMPI SALENTINA – Un tempo fra i motori dell’economia locale, a forte vocazione agricola, l’ormai ex Manifattura tabacchi di Campi Salentina tornerà presto a vivere nelle vesti un moderno centro di centro di ricerca e formazione per la viticoltura e l’enologia in ambiente mediterraneo, con particolare attenzione al territorio pugliese. Un progetto all’avanguardia che porta la firma di un partenariato guidato dall’Università del Salento e che potrà essere portato a termine grazie a un lauto finanziamento di 12 milioni di euro attraverso i fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza).

Il progetto, che punta alla riqualificazione dell’immobile e al nuovo impiego, è stato presentato questa mattina presso il Rettorato di UniSalento dal rettore Fabio Pollice e dal responsabile stesso del progetto, Vito Michele Paradiso, docente di Scienze e tecnologie alimentari. Con loro, presenti il sindaco di Campi Salentina Alfredo Fina, l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Grasso e l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessandro Delli Noci.

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Ribattezzato “Oeno-vation” (oeno, dal greco, per riferirsi a vino ed enologia e innovation, dall’inglese), il progetto è tra le prime dieci idee ammesse a finanziamento da parte dell’Agenzia per la coesione territoriale attraverso i fondi del Pnrr. I fondi copriranno l’intero intervento su di un bene di archeologia industriale attualmente in stato di degrado e posto sotto la tutela della Soprintendenza per le Province di Brindisi e Lecce. Dietro a tutto, come detto, c’è un partenariato, di cui Università del Salento è capofila e che comprende anche il Comune di Campi Salentina (proprietario dell’immobile), Dajs – Distretto agroalimentare di qualità jonico Scarl, Cnr Ispa (Istituto di scienze delle produzioni alimentari), Gal Terra d’Arneo, associazione Assoenologi Puglia, Consorzio di tutela e valorizzazione dei vini Salice Salentino Dop e dei vini Salento Igp, Consorzio per la tutela dei vini Dop Brindisi e Dop Squinzano, Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria Doc, Consorzio di tutela e valorizzazione del vino “Doc Nardò”, Cantina cooperativa campiense.

“Un progetto coerente con la vocazione del nostro territorio – ha spiegato il rettore, Pollice –, ma capace di interpretarla in termini innovativi, facendo leva su un partenariato che è la vera forza propulsiva e che, sotto la guida dell’Università del Salento, aggrega attori pubblici e privati in rappresentanza dell’intera comunità salentina che torna a essere il vero driver del cambiamento. Un’iniziativa – ha aggiunto –che rafforza e integra il Piano di rigenerazione dell’agricoltura del paesaggio dei territori colpiti dalla xylella, che stiamo portando avanti con il Dajs”.

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“Il cuore del progetto – ha proseguito il rettore – non è semplicemente nel recupero di un bene monumentale, che pure è azione meritoria, consideratone il valore identitario, ma soprattutto nella sua rifunzionalizzazione, volta a farne un laboratorio integrato in grado di sostenere lo sviluppo competitivo della vitivinicoltura salentina, un open innovation lab capace di integrare al proprio interno ricerca pubblica e privata, ma anche di promuovere il trasferimento tecnologico e l’alta formazione in un settore strategico per l’economia del nostro territorio e per la proiezione internazionale dei suoi saperi e delle sue produzioni. È questo – ha concluso – il nostro obiettivo ed è alla sua realizzazione che lavoreremo tutti insieme a partire da questo momento”.

L’assessore regionale Delli Noci ha tenuto a sottolineare che “questo progetto, premiato con un finanziamento di 12 milioni di euro, ha in sé numerosi elementi che lo rendono fondamentale sia per la comunità di Campi sia l’intero Salento. Intanto – ha spiegato – la grande capacità di coniugare innovazione e tradizione, di valorizzare la nostra storia attraverso le nuove tecnologie e la ricerca per essere al passo coi tempi e guardare al futuro. E poi la capacità di mettere insieme attori diversi, ciascuno con le proprie competenze, in un territorio, Campi salentina, che ha dato prestigio alla vitivinicoltura dell’intera provincia. Infine – ha concluso –, il recupero di un luogo in stato di degrado che non solo verrà recuperato e riqualificato ma che diventerà luogo di sperimentazione e ricerca avanzata”.

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“È un successo che parte da lontano e da una studiata programmazione – ha affermato il sindaco Fina – e oggi raccogliamo i frutti del lavoro svolto. Faccio i complimenti a tutti i partner per il prezioso contributo offerto, ai professionisti coinvolti, all’assessore ai Lavori pubblici Andrea Grasso e all’ufficio tecnico del Comune, che con grande attenzione e lodevole spirito di abnegazione hanno garantito la gestione tecnico amministrativa di tutto l’iter progettuale”. E, a tale proposito, Grasso ha spiegato che “avevamo posto già da tempo la nostra attenzione sull’ex Manifattura Tabacchi, un edificio che ha fatto la storia della nostra cittadina ma da troppo tempo abbandonato a sé stesso e al degrado. Avere l’opportunità oggi di poterlo riqualificare grazie al lavoro di tutti i soggetti coinvolti in questo progetto – ha concluso – è un importante risultato che ci permetterà di riconsegnare alla comunità un nuovo spazio a beneficio di tutto il territorio”.

Secondo Pantaleo Piccinno, presidente del Daj “la vitivinicoltura diventa ora una grande opportunità nella rigenerazione del Salento. Grazie alla forte sinergia instaurata con l’Università del Salento è stato tracciato un progetto di sviluppo strategico per il settore. UniSalento ha, dapprima, avviato con grande coraggio il corso di laurea in Viticoltura ed enologia e ora, grazie a questo centro di ricerca di eccellenza, potrà rafforzare le relazioni con il territorio e le imprese, determinando un salto di qualità della vitivinicoltura del Salento”.

Ecco cosa nascerà

L’ex Manifattura Tabacchi di Campi Salentina fu edificato nel 1925. Imponente, è composto da un fabbricato principale, adibito in origine a magazzino per la prima lavorazione del tabacco in foglia, e da un piccolo fabbricato secondario, ex abitazione del custode.

L’intervento porterà l’infrastruttura a essere dotata, al piano terra, di una cantina sperimentale per micro-vinificazioni e meso-vinificazioni, di impianti per l’elaborazione, l’affinamento e l’imbottigliamento e di una sezione di impianti pilota per l’impiego di tecnologie innovative in enologia. Al primo piano vi saranno un impianto di produzione di biomasse microbiche, laboratori di analisi chimica, di analisi microbiologica e molecolare, di analisi sensoriale e di analisi vegetali, mentre il secondo piano ospiterà aule per seminari e attività di formazione, una sala convegni e uffici amministrativi. All’esterno troveranno spazio una mini-serra con coltivazione in suolo, fuori-suolo, idroponica, con sensoristica, un micro-vigneto per selezione varietale e prove tecniche e un impianto sperimentale di gestione scarti e reflui.

Il progetto

L’intera infrastruttura sarà inoltre dotata di un sistema integrato per il monitoraggio e controllo remoto e continuo di parametri ambientali (temperatura, radiazioni, precipitazioni, umidità, vento, CO2) e di processo (flussi energetici, temperatura, pH, potenziale redox, indice di rifrazione).

“Un insieme formato da una comunità di organismi viventi e dall’ambiente fisico nel quale essi vivono: questo è un ecosistema”, ha concluso il professor Vito Michele Paradiso, responsabile del progetto. “Oeno-vation è il cuore di un ecosistema dell’innovazione, e quindi di una comunità e della fitta rete di relazioni e azioni con cui essa abita il proprio territorio e costruisce il proprio futuro. A questa comunità appartengono ricercatori e docenti, giovani in formazione, aziende e tecnici, consorzi ed enti pubblici. Ovvero quanti, operando nel comparto vitivinicolo, contribuiscono alla generazione di un bene comune e allo sviluppo di un territorio”.

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