Caos "La Fontanella": Cgil dice stop al commissariamento e minaccia proteste

La proroga della gestione vale fino al 31 agosto ma il sindacato chiede alla Regione di procedere con l'affidamento della Rsa per salvaguardare i livelli occupazionali e la salute dei degenti

Foto di repertorio

SOLETO – Si continua a lavorare in regime di proroga a Soleto nella Rsa “La Fontanella”e Cgil e Fp Cgil Lecce premono per superare la fase commissariale dell’attuale gestione.

L’ultimo incontro per l’affidamento della residenza sanitaria per anziani di Soleto risale al mese scorso: durante una riunione della task force regionale sul lavoro, istituzioni, aziende e sindacati sembravano aver raggiunto un’intesa per garantire un futuro ai pazienti ed ai lavoratori.

“Ad oggi, però, non vi sono prospettive chiare” denunciano i sindacalisti che chiedono un intervento urgente e risolutivo da parte della Regione.

La recente storia de “La Fontanella” è quanto meno ingarbugliata: durante i mesi caldi del lockdown, infatti, la struttura era diventata un focolaio d’infezione e la sua gestione era stata affidata dalla ditta Tundo Vincenzo spa.

Cgil ricorda che quella doveva essere una soluzione-ponte dettata dal commissariamento, da superare alla fine di giugno. E invece le scadenze sono state prorogate fino alla fine di agosto.

“Nella riunione del 7 luglio, si era stabilito di superare la fase commissariale – mette nero su bianco Cgil -. Propedeutici a questo passaggio dovevano essere due atti da presentare entro i successivi 10 giorni: la Tundo Vincenzo, che si proponeva come acquirente, avrebbe dovuto produrre un piano industriale di rilancio della struttura; la Asl di Lecce avrebbe redatto una relazione per contestualizzare i casi di Covid che hanno determinato la sospensiva dell’attività e per definire lo stato attuale, dal punto di vista igienico-sanitario, della struttura”.

“Mentre l’azienda ha depositato il piano, la Asl pare non abbia ancora trasmesso la propria relazione. Trenta giorni dopo la situazione comincia ad essere difficile”, incalza il sindacato.

La preoccupazione di Cgil è tutta per i risvolti occupazionali perché, nonostante l’intesa raggiunta tra le parti, l’iter è fermo.

“Per far ripartire a pieno regime la struttura e dare un senso all’investimento della Tundo è necessario rimuovere la sospensiva che ha congelato la situazione – scrive il sindacato -: solo 13 posti letto occupati su 104 e una decina di posti di lavoro, su 45 diretti di varia qualifica, più l’indotto dei servizi pulizie e mense. I lavoratori non impiegati sono stati fino al 31 luglio in Fis, Fondo di integrazione salariale per Covid. In attesa dell’emanazione del decreto Agosto, gli operatori sono scoperti fino a fine mese”.

I segretari Valentina Fragassi, Fernanda Cosi e Floriano Polimeno annunciano che, in assenza di risposte, dichiareranno lo stato d’agitazione con annessa manifestazione davanti alle sedi della Prefettura e della Regione Puglia.

“Siamo preoccupati per questa fase di stallo che non giova a nessuno – dicono i referenti di Cgil, Spi Cgil e Fp Cgil -. Non giova ai lavoratori, che tra mille difficoltà hanno garantito la continuità assistenziale ai pazienti; non fa bene alle famiglie degli anziani che hanno bisogno di quella struttura per i propri cari; crea disagio alla salute pubblica soprattutto in vista di una probabile seconda ondata di contagi. Il Salento non può permettersi di perdere quei 104 posti letto geriatrici, che possono decongestionare i reparti di medicina e geriatria degli ospedali salentini, già provati dalle varie fasi del Covid”.

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