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Giovedì, 23 Maggio 2024
Bando del 15 aprile

Capitale italiana dell’arte contemporanea: tempi stretti, dossier entro il 30 giugno

Riunione tra il sindaco Salvemini, i responsabili delle istituzioni culturali, come Accademia di Belle Arti, Conservatorio Polo bibliomuseale e della Fondazione Biscozzi Rimbaud. Stizzita Poli Bortone per non essere stata invitata

LECCE – Il bando del ministero della Cultura è fresco di pubblicazione (15 aprile) e i tempi per la presentazione del fascicolo per la candidatura sono stringenti (30 giugno). Stando così le cose, la prima valutazione da fare è se ci sono le condizioni per aderire a questa prima chiamata, considerato il fatto che non si può partecipare a due bandi consecutivi.

Il tema è l’individuazione della prima capitale italiana dell’arte contemporanea: se ne è discusso questa mattina a Palazzo Carafa nel corso di un incontro al quale hanno partecipato, con il sindaco Carlo Salvemini, l’assessora alla Cultura, Fabiana Cicirillo, la direttrice del Museo Storico (Must) e dirigente del settore Cultura, Claudia Branca e Teresa Magrini del settore Programmazione strategica.

Al tavolo hanno preso parte i responsabili delle maggiori istituzioni culturali e scientifiche. Erano presenti il presidente dell’Accademia di Belle Arti, Nicola Ciracì, con il direttore Nunzio Fiore, il presidente Luigi Puzzovio e il direttore Corrado De Bernart del Conservatorio Tito Schipa con la responsabile delle Pubbliche Relazioni Maria Eugenia Congedo, il direttore del Dipartimento di Beni Culturali di Unisalent, Girolamo Fiorentino e il responsabile scientifico del Laboratorio didattico Tasc – Territorio Arti visive e Storia dell'arte contemporanea - Massimo Guastella, il direttore del Polo bibliomuseale del Salento Luigi De Luca con la storica dell’arte Brizia Minerva e per la Fondazione Biscozzi Rimbaud Roberto Lacarbonara, componente del comitato scientifico, con Anna Maggio.

“Tutti i soggetti pubblici e privati riunito intorno al tavolo – ha dichiarato alla fine della riunione Salvemini - hanno condiviso il fatto che partecipare a questo bando sia un'opportunità per la città che può vantare già alcune certezze da cui partire nella redazione del dossier grazie al lavoro fatto negli ultimi anni proprio sull'arte contemporanea. Abbiamo messo alcuni punti fermi: la disponibilità comune a dare il proprio contributo in termini di contenuti e azioni, se si intraprenderà il percorso, la consapevolezza delle difficoltà legate ai tempi stretti di presentazione del dossier (entro il 30 giugno), un primo scambio di opinioni sulle modalità da seguire per la sua redazione. Ci siamo, quindi, riaggiornati a stretto giro dopo aver dato mandato agli uffici comunali di verificare la fattibilità della candidatura già a questo primo bando, tenendo conto della clausola che impedisce di potersi ripresentare al bando successivo, se questo non dovesse andare bene”.

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Poli Bortone: “Scortesia istituzionale”

Non l’ha presa bene Adriana Poli Bortone, tanto da parlare di “fuga in avanti” e di “scortesia istituzionale”. La candidata del Centrodestra parla anche a titolo di presidente dell’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo, ricordando di aver risposto all’invito del presidente dell’Accademia di Belle Arti di sostenere il percorso di candidatura.

Per Poli Bortone la riunione di oggi è stata inopportuna: “Innanzitutto sorprende la tempestività con cui, ancora una volta, il sindaco uscente si affretti ad anticipare un'azione che andrebbe più correttamente concertata, come amministrazione cittadina, all’esito delle consultazioni elettorali (primo turno 8 e 9 giugno, eventuale ballottaggio due settimane dopo, ndr). Peraltro, il bando è stato presentato dal ministro Sangiuliano solo pochissimi giorni fa. Non solo. Tra gli invitati all'incontro odierno non figura l'Agenzia che mi onoro di presiedere e della quale il Comune di Lecce è tra i soci fondatori”.

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