Venerdì, 14 Maggio 2021
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Case-pollaio, il Tar blinda le ordinanze e le multe contro gli affollamenti

Respinto il ricorso di un’agenzia immobiliare che contestava le sanzioni elevate nel 2017 dopo i controlli della guardia di finanza in un appartamento nel quartiere di Lido San Giovanni

GALLIPOLI  - Sono legittimi i provvedimenti del Comune di Gallipoli emanati nell’estate del 2017 per fronteggiare gli assembramenti dei giovani nelle abitazioni estive. E con essi vengono avallate anche le sanzioni elevate agli occupanti in esubero e ai proprietari degli immobili o alle agenzie di gestione delle case-vacanza nel settore della locazione turistica.

E’ quanto ha stabilito il Tar di Lecce valutando pienamente legittime le due ordinanze del luglio del 2017 sottoscritte dal sindaco, Stefano Minerva, per fronteggiare la problematica del sovraffollamento nelle case di villeggiatura estive e per frenare il fenomeno delle cosiddette “case-pollaio”. La recente sentenza dei giudici della terza sezione del Tar di Lecce, presidente Enrico D’Arpe, ha confermato la validità degli atti disposto dal Comune di Gallipoli.

Respinta invece l’impugnazione promossa da un’agenzia di case-vacanza di Sannicola che riteneva non legittime le sanzioni amministrative disposte anche nei suoi confronti, in qualità di intermediario immobiliare, oltre a quelle previste per il proprietario e gli occupanti in difetto, a seguito dei controlli specifici della guardia di finanza.

Il Tar respingendo il ricorso della società immobiliare ha, nelle motivazioni, accolto le tesi difensive curate dall’avvocatura comunale, con il legale Francesca Traldi, e nel contempo blindando di fatto l'operato amministrativo del Comune, ritenendo legittimo il provvedimento firmato dal primo cittadino e curato dal responsabile del procedimento, il funzionario della segreteria generale Davide Tuccio.

L’ordinanza in questione era scaturita dalla sinergia tra l’amministrazione comunale e il comando della Guardia di Finanza della compagnia di Gallipoli, retto dal capitano Francesco Ranieri, per contrastare efficacemente la problematica del sovraffollamento di giovani all’interno delle villette e abitazioni prese in affitto per la stagione turistica.

Su disposizione della giunta comunale, e dopo una prima stesura dell’ordinanza per la prevenzione delle condizioni di sovraffollamento ad uso abitativo nel territorio comunale che prevedeva sanzioni da 25 a 500 euro, il sindaco Minerva, con una ulteriore ordinanza di rettifica, aveva disposto anche l’inasprimento della sanzione minima per ogni persona in più trovata in casa eccedente il parametro della normativa in materia, passata a 350 euro.

Entrambi i provvedimenti a fine stagione, e a seguito dei controlli e delle sanzioni inflitte pari a 700 euro e 1.050  euro, a carico rispettivamente dell’agenzia che aveva subaffittato un appartamento e al proprietario, erano stati impugnati con un ricorso al tribunale amministrativo. I provvedimenti sanzionatori erano scaturiti da due verifiche effettuate nell’abitazione nella zona del quartiere del Lido San Giovanni, avvenute tra fine luglio e inizio di agosto del 2017, da parte dei finanzieri che avevano accertato le violazioni alle normative e alle stesse ordinanze comunali in materia di sovraffollamento.

I giudici hanno quindi rigettato le doglianze dell’agenzia immobiliare ricorrente, che lamentava la illegittimità delle disposizioni comunali, confermando l’attinenza normativa richiamata e anche la circostanza che le ordinanze impugnate “non sono e non risultano essere state qualificate dal sindaco del Comune di Gallipoli quali ordinanze, contingibili e urgenti emanate per far fronte a esigenze imprevedibili ed eccezionali, avendo lo stesso, invece, richiamato espressamente gli articoli delle leggi sanitarie che attribuiscono ai Comuni tutte le funzioni amministrative in materia sanitaria e ospedaliera e il potere di regolare le condizioni igienico sanitarie degli immobili ubicati nel territorio comunale al fine precipuo di tutela l’igiene e la salute degli occupanti”. Non è escluso che tale legittimazione potrebbe portare ad utilizzare le ordinanze contro le case-pollaio per rafforzare le norme anti-covid, già in vigore, in previsione della imminente stagione turistica sul litorale di Gallipoli.  

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