Casi attivi di Covid-19: dopo una lunga discesa, leggera inversione di rotta

Due tamponi positivi, nessun decesso né ulteriori dimissioni: così si spiega l'incremento del dato. In tutta la regione 33 i ricoverati, mentre al Dea di Lecce chiude dopo tre mesi il reparto dedicato

LECCE – Torna ad aumentare, in Puglia, il numero dei casi attivi di Covid-19, pari oggi a 222: si tratta di un aumento di due solo unità rispetto al giorno precedente, ma che arriva dopo settimane di decrescita continua. Resta un fatto statistico, non ci sono segnali di preoccupazione.

L’inversione di tendenza si spiega essenzialmente con l’assenza di nuovi guariti, con un dato che resta fermo a 3.765. Inoltre non sono stati registrati decessi e sono stati confermati due nuovi casi, uno in provincia di Bari e un altro di Foggia: il combinato disposto di questi fattori spiega il saldo positivo (+2) dei casi attivi.

Nelle strutture ospedaliere, d’altra parte, sono rimasti 33 pazienti - di cui solo uno in terapia intensiva - ed è dunque logico che il ritmo delle guarigioni sia rallentato con il passare del tempo, dopo la discesa dal picco dei ricoveri nel pieno dell'epidemia. Il numero di persone in isolamento domiciliare è aumentato da 187 a 189 proprio in ragione dei due nuovi casi. I test registrati di cui dà conto l’ultimo bollettino sono 1.240 per un totale di 161.902 dall’inizio dell’epidemia per 106.637 casi testati.

Consulta il bollettino del 21 giugno

Non ci sono più pazienti con infezione da Covid nel Dea di Lecce, la struttura ospedaliera contigua al “Vito Fazzi” nata per esserne il Dipartimento di Emergenza e Accettazione ma destinata, prima ancora dell’entrata in funzione secondo le previsioni, a essere struttura per l’epidemia di nuovo coronavirus. Sabato è stato dimesso l’ultimo dei quattro pazienti che risultavano ancora sottoposti a cure e inclusi venerdì nel report diffuso settimanalmente da Asl Lecce: un video sul profilo facebook dell’azienda sanitaria ha annunciato questa mattina la chiusura del reparto.

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Dal 21 marzo, data di attivazione, presso l’Unità Operativa Complessa del Dea sono state ricoverate 69 persone e 20 sono stati i decessi registrati. Il reparto, dotato anche di posti di terapia intensiva, si è affiancato a quelli già esistenti nel “Vito Fazzi”, Anestesia e Rianimazione, e Malattie Infettive.

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