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Giovedì, 13 Giugno 2024
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Il caso della prof di Latino sospesa e il no comment di Unisalento

L'Ateneo ha deciso di non fornire informazioni sull'esito della vicenda denunciata all'inizio dell'anno da alcuni studenti, motivando tale scelta con esigenze di riservatezza e di mantenimento di un clima sereno

LECCE - “In merito alle recenti notizie pubblicate sulla stampa relative a procedimenti disciplinari che coinvolgono docenti dell’Università del Salento, per la natura stessa di tali procedimenti l’Ateneo non può fornire alcuna informazione, a tutela della riservatezza delle persone coinvolte e per l’esigenza di preservare il sereno svolgimento delle attività istituzionali”.

È questa la prima parte della nota diffusa oggi dall’Ufficio Comunicazione dell’Università del Salento relativamente al caso di Sabina Tuzzo, docente di Latino, recentemente sospesa per quattro mesi – senza retribuzione – al termine di un procedimento disciplinare avviato dopo le ripetute lamentele di alcuni studenti sul presunto atteggiamento vessatorio nel corso delle sessioni di esami, contraddistinti da un’alta percentuale di bocciature.

La scelta degli organi di governo di Unisalento di non dare risonanza pubblica agli esiti della vicenda va in qualche modo rispettata (forse è stata suggerita dall'ufficio legale), ma non ci si può esimere dal mettere in evidenza alcuni aspetti che stridono con la prima parte di questa storia. Si parla, oggi, di tutela di riservatezza - questione molto importante per chiunque faccia le cose con scrupolo - ma fu anche lo stesso rettore, Fabio Pollice, a citare la professoressa, in un comunicato stampa dell’11 febbraio, quando cioè era divenuto di pubblico dominio il fatto che un’associazione studentesca avesse portato il caso all’attenzione della ministra Anna Maria Bernini.  

Il no comment, inoltre, va in direzione contraria a quanto dichiarato in quella stessa nota, nella parte in cui Pollice precisava: “In seguito alla recente denuncia degli studenti e ai fatti in esame riportati, ho avviato un’indagine interna - attualmente ancora in corso - al termine della quale l’Università del Salento renderà note le proprie decisioni a riguardo. Prima della conclusione dei lavori non commenterò più la vicenda, e auspico che così facciamo tutti coloro che vi sono coinvolti”.

Su questa premessa era lecito attendersi una comunicazione a fine procedimento. Non per qualche vezzo pruriginoso, ma per dare conto ai lettori di una vicenda che era diventata di pubblico dominio, e non solo a livello locale, e rispetto alla quale l'ateneo aveva dovuto comunque rendere in qualche modo conto.

Da parte nostra, che nei giorni scorsi abbiamo cercato di trovare riscontro ufficiale alle indiscrezioni sulla sanzione disciplinare adottata, non resta che concludere con la seconda parte del comunicato odierno, per completezza di informazioni: “L’Ateneo continuerà a operare per assicurare che vi siano le migliori condizioni per un sereno percorso accademico dei propri studenti e studentesse. A tal fine, oltre alla figura della Consigliera di fiducia, verrà nominato a breve il Garante di Ateneo. È inoltre operativo un servizio di counseling psicologico, che sta già rispondendo efficacemente alle esigenze della comunità universitaria”.

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