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L'ingresso dell'ospedale "Vito Fazzi".

L'ingresso dell'ospedale "Vito Fazzi".

Caso di ritorno in Chirurgia Toracica, sanificazione e tamponi in corso

Si tratta di un paziente di 78 anni, risultato infetto durante il ricovero. Due settimane addietro la stessa vicenda è accaduta in Cardiochirurgia, senza che ci fossero conseguenze su pazienti e operatori sanitari

LECCE – Non ci sono nuovi casi di infezione da nuovo coronavirus, ma sono stati registrati due decessi, in provincia di Foggia. Il bollettino regionale non contiene sorprese: il numero dei casi attivi è sceso a 129, con 14 guariti in più rispetto a ieri (totale 3857). I test processati in laboratorio sono stati 2.440.

In provincia di Lecce, però, c’è un caso di ritorno: si tratta di un paziente di 78 anni del reparto di Chirurgia Toracica, già dichiarato guarito dal punto di vista virologico e risultato nuovamente positivo dopo una serie di esiti negativi (tutti i pazienti, prima di essere ricoverati sono sottoposti a tampone).

La direzione sanitaria dell’ospedale ha subito disposto le operazioni di sanificazione del reparto e i prelievi tramite tampone sul personale e sugli altri pazienti. Insomma, si è ripetuto quanto accaduto in Cardiochirurgia un paio di settimane addietro: anche in quella circostanza il paziente in questione, tra l’altro, nel giro di poche ore dal tampone con esito positivo aveva di nuovo dato esito negativo. Intanto era disposto il blocco temporaneo dei ricoveri, cosa fatta anche per Chirurgia Toracica, mentre sono stati sottoposti a screening 109 persone, tra pazienti e operatori sanitari.

In Puglia contagiati 435 operatori sanitari

Quest’ultima categoria, del resto, è particolarmente esposta alle infezioni: oggi nel corso di un worshop a Bari sull’emergenza sanitaria nei luoghi di lavoro è stato fatto il punto su scala regionale. Gli operatori sanitari contagiati in Puglia rappresentano, a oggi, il 9 percento dei casi confermati: sono stati 435 – l’1 percento di tutta la pianta organica - i tamponi positivi relativi a medici, compresi quelli di medicina generale, infermieri, operatori socio sanitari e personale amministrativo. La media a livello nazionale è del 12 per cento.

“In questo momento – ha detto il professor Pier Luigi Lopalco, coordinatore per l’emergenza epidemiologica in Puglia (nella foto, sotto) – ci stiamo lasciando alle spalle l’emergenza sanitaria. È il momento di fare i bilanci. E i bilanci non servono per dire che siamo stati bravi o non lo siamo stati. Servono per dire quel che ha funzionato e quel che non ha funzionato. Perché quello che ci aspetta è probabilmente un momento di prevenzione ancora più serrata. Dal primo bilancio possiamo dire che il sistema Puglia ha funzionato. Ragioneremo anche su quello che dovrà essere migliorato per prepararci a quello che un po’ tutti temiamo, ovvero l’arrivo del freddo e dell’autunno”.

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