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“Il centro come il Far West? Parole che offendono l’intelligenza”

Il sindaco Salvemini interviene a margine dei danneggiamenti nella notte tra sabato e domenica. Solidarietà ai titolari delle attività e una rassicurazione: un episodio non trasforma il volto di una città

LECCE – La vicenda dei danneggiamenti fatti nella notte tra sabato e domenica ad alcuni locali del centro storico, per mano presumibilmente di un balordo che aveva poco prima rubato un piede di porco e altri arnesi rubati in una falegnameria di via Manfredi, ha sollevato il solito vespaio di polemiche amplificate, come di norma oramai, dai social network.

Il sindaco di Lecce è intervenuto nel pomeriggio di oggi con un post per fare alcune considerazioni. Due le principali: la prima è che l’identificazione del responsabile è in corso grazie alle telecamere installate nel tempo; la seconda è che non esiste un allarme criminalità, tantomeno una situazione così grave da prefigurare paragoni con la città degli anni Novanta (quella dove la criminalità organizzata era ben visibile, ndr).

“La città sicura non è quella in cui non accade mai alcun reato, ma quella che riesce a fare in modo che atti di questo tipo non restino impuniti – ha scritto Salvemini -. Rivolgo la mia solidarietà ai titolari delle attività commerciali e degli immobili interessati da questi episodi”.

Sul tema della sicurezza nel cuore della città, il sindaco non ha dubbi: “Il centro storico di Lecce è un luogo sicuro e sano nel quale vivere, investire, lavorare, che può essere visitato nella massima serenità a tutte le ore del giorno. Nel quale sono garantiti controlli e vigilanza, compatibilmente con la disponibilità di uomini e mezzi da parte delle forze dell’ordine e della polizia locale”.

Il sindaco ritiene che il nocciolo della questione non sia quello della criminalità: “Esiste un tema, ribadito anche nei recenti incontri pubblici, che afferisce al senso civico e ai comportamenti irrispettosi dello spazio pubblico che talvolta alcuni utilizzatori del centro storico adottano. Per la riduzione dei quali ci sentiamo impegnati, insieme alle forze dell’ordine e alla polizia locale, al fianco dei residenti e dei commercianti.  Ma chi parla di allarme criminalità, ‘paura’ e addirittura richiama ‘contesti delinquenziali come negli anni ‘90’, si abbandona per ragioni incomprensibili ad esagerazioni e iperboli lontane dalla realtà, che non fanno bene alla città, in primis a chi nel centro storico ha investito in attività commerciali, turistiche o di residenza”.

La conclusione verte sulla necessità di rovesciare la prospettiva catastrofista: “Raffigurare come il far west un quartiere che rappresenta il fiore all’occhiello dell’offerta turistica, ricettiva, commerciale di Lecce e che viene visitato e attraversato ogni anno da centinaia di migliaia di visitatori, oltre che vissuto quotidianamente da circa cinquemila residenti e frequentato da almeno altrettanti lavoratori, è un esercizio offensivo per l’intelligenza e dannoso per tutti.  Quanto accaduto ad opera di un balordo non trasforma la città storica in uno spazio urbano insicuro e pericoloso. Teniamolo a mente, prima di incaricarsi di accendere fuochi polemici che non hanno ragion d’essere”.

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