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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Ricordando il 25 aprile 1945

Dalla Resistenza alla guerra in Ucraina: la pace e la libertà non sono mai valori scontati

In piazza dei Partigiani la celebrazione della Festa di Liberazione, nel segno di un contesto internazionale che ripropone, sul territorio europeo, la violenza delle aggressioni armate

LECCE - Nel 77esimo anniversario dalla liberazione dal nazifascismo, la tradizionale celebrazione in piazza dei Partigiani ha naturalmente risentito dell'eco della guerra in Ucraina, nel solco di una ricorrente resistenza all'aggressione armata di un esercito straniero.

Sul fronte istituzionale erano presenti, con il prefetto di Lecce, Maria Rosa Trio, il sindaco del capoluogo salentino, Carlo Salvemini, il presidente della Provincia, Stefano Minerva, la viceministra a Infrastrutture e Mobilità sostenibili,Teresa Bellanova e il comandante dalla Scuola di Cavalleria, il generale di brigata Claudio Dei. Insieme al picchetto interforze, schierati anche i labari dell'associazioni combattentistiche e d'arma, oltre a quello dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi). 

La serie degli interventi è stata aperta da Fatima Baig, sindaco del consiglio comunale dei ragazzi, dopo la quale ha preso la parola il presidente provinciale onorario dell'Anpi, Gianni Schilardi, che ha difeso, rivendicando l'importanza della dialettica democratica e della pace come eredità della Resistenza, la linea dell'associazione finita nel periodo recente nel mirino delle critiche per le sue posizioni integralmente pacifiste e cioè critiche nei confronti dell'invio di armi alle forze armate ucraine. Minerva ha sottolineato la sua appartenza all'Anpi ricordando il dovere di consegnare i valori dell'antifascismo alle giovani generazioni, Salvemini ha condannato senze riserve l'aggressione dell'esercito di Putin mettendo al centro del proprio intervento il ruolo della popolazione civile, vittima martoriata e indifesa delle violenze e degli orrori, e sollecitando la mobilitazione degli organismi sovranazionali all'insegna del multilateralismo. 

Il prefetto, in chiusura ha citato le parole del Presidente della Repubblica nell’intervento del 22 aprile scorso presso l'Università di Trieste, ricordando che “la Libertà non è mai acquisita una volta per sempre e che per essa, occorre sapersi impegnare senza riserve”. La ricorrenza odierna è stata anche la prima dopo due celebrazioni all'insegna dell'emergenza pandemica. Sul finire della manifestazione, dal folto gruppo di cittadini presenti si è levato il canto Bella Ciao, al quale si sono associati molti esponenti politici presenti. 

(qui il video)

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