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Maxi appalto per le mense ospedaliere: anche Cgil e Uil chiedono incontro urgente

Il bando in scadenza il 18 febbraio. Preoccupazione per le sorti dei lavoratori dell’indotto, per i livelli reddituali e per la mancanza di altre tutele nel bando

LECCE – Riduzione del numero delle mense ospedaliere in Puglia e maxi appalto da oltre 300 milioni di euro: dopo la richiesta di revoca del bando (in scadenza per il prossimo 18 febbraio) avanzata da Cobas, anche Filmcams Cgil e Uiltucs storcono il naso.  “Il nuovo bando di gara regionale per l’affidamento del servizio di mensa ospedaliera su tutto il territorio pugliese è pieno di carenze e punti critici e non tutela adeguatamente i lavoratori”. Sono le parole dei segretari generali di Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil di Lecce, Mirko Moscaggiuri e Antonella Perrone.

 I due sindacalisti hanno chiesto al Dipartimento Salute della Regione Puglia la convocazione di un incontro urgente, dichiarandosi in apprensione per le sorti dei dipendenti dell’indotto. “Ad oggi c’è forte preoccupazione tra i circa 200 i lavoratori delle mense ospedaliere della provincia di Lecce – fanno sapere Moscaggiuri e Perrone – perché nel nuovo bando preparato e pubblicato dalla Regione, tramite l’agenzia InnovaPuglia, c’è una clausola sociale generica a garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali, poiché manca l’allegato elenco del personale che indica a quali persone si rivolge la stessa clausola”. E non è sufficiente la tutela occupazione se, a detta di Cgil e Uil, la richiesta riguarda anche la tutela dell’attuale livello reddituale.

 “In questo bando – proseguono - non vi è poi traccia dell’impegno, a suo tempo preso dalla Regione, di affidare al nuovo gestore il servizio di preparazione pasti per tutto il personale Asl, un servizio che chiaramente aiuterebbe i lavoratori a mantenere l’attuale reddito con la possibilità di migliorarlo, considerato che sono prevalentemente lavoratori part-time. Su tutti questi elementi critici noi vogliamo vederci chiaro. Abbiamo poi chiesto ad ogni incontro svolto presso il Dipartimento regionale della Salute di valutare la possibilità di internalizzare il servizio di ristorazione ospedaliera. Proposta che è sempre stata respinta”, ricordano Moscaggiuri e Perrone. 

“Restiamo in attesa della convocazione ufficiale di un incontro da parte della Regione, che ci auguriamo arrivi entro la fine di questa settimana. Ma siamo pronti a mettere in campo ogni altra azione utile per salvaguardare le condizioni attuali di lavoro e di reddito di tutti i dipendenti impiegati nelle mense ospedaliere”, concludono i due segretari.

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