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"Che fine farà Tessitura del Salento?": i dubbi dei sindacati sul rilancio di Canepa

Cgil, Cisl e Uil preoccupati per i livelli occupazionali: "Prendiamo atto delle novità. Vorremmo però sapere se il medesimo entusiasmo valga anche per la sede di Melpignano che non è fallita"

Foto di repertorio

MELPIGNANO – Un piano di rilancio annunciato dal gruppo Canepa, che controlla Tessitura del Salento e che però mette in allarme i sindacati. “Che novità ci sono per i 113 dipendenti dello stabilimento di Melpignano?”, si chiedono Franco Giancane di Filctem Cgil, Sergio Calò di Femca Cisl, Fabiana Signore di Uiltec-Uil.

La preoccupazione dei segretari nasce dall'annuncio dell'intenzione di rilanciare la storica azienda comasca, grazie all’ingresso di un partner tedesco. Questa società di partecipazione industriale di investimento con sede a Monaco di Baviera “implementerà il piano industriale di Canepa”. Stando al comunicato aziendale si prevede anche l’attivazione del Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e l’ingresso di Invitalia con una quota di minoranza.

Il comunicato però non cita l'azienda di Melpignano.

“Michele Canepa, che nonostante la cessione delle quote di maggioranza alla società tedesca accompagnerà l’azienda Canepa in questo importante e straordinario futuro, ha annunciato con giubilo la chiusura anticipata del concordato preventivo, il superamento della crisi economica, la mutazione dell’azienda Canepa spa nella società più solida e liquida di Como  il saldo anticipato di tutti i debiti - scrivono i sindacalisti -. Soprattutto ha rivelato l’esistenza di un piano industriale che a Melpignano sindacati e lavoratori attendono da mesi. Una buona notizia anche questa. Forse”.

E in quel “forse” ci sono tutte le perplessità dei sindacalisti: “Vorremmo sapere se il medesimo entusiasmo valga anche per la sede di Melpignano. Un’azienda che non è fallita, che non è in concordato preventivo, che non è in rosso e che se avesse le adeguate commesse potrebbe diventare un fiore all’occhiello anche per il rinnovato Gruppo Canepa”, sostengono.

Dubbi che Giancane, Calò e Signore vorrebbero esporre anche alla task force regionale, facendo presente che con la Regione è ancora in piedi un Accordo di programma sullo sviluppo del Kitotex, unico riferimento “indiretto” se così si può dire nel comunicato stampa: il logo del materiale tessile sviluppato a Melpignano fa bella mostra di sé nella carta intestata.

“Abbiamo necessità di conoscere con trasparenza il piano industriale, con quale quota entreranno i nuovi soci, in particolare Invitalia che, è bene ribadirlo, è l’agenzia statale per lo sviluppo, di proprietà del ministero dell’Economia. Vogliamo capire, in particolare, come il Fondo di garanzia, gestito dalla stessa Invitalia, interverrà sui dipendenti di Melpignano e quale futuro i nuovi investitori immaginano per il sito industriale salentino”, concludono loro.

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