Chiude il mercato dei fiori, economia in ginocchio: l'allarme del sindaco di Taviano

L'amministrazione ha chiesto al governo regionale di trovare soluzioni per tutelare il comparto, prevedendo anche la cassa integrazione e i mutui a tasso zero per estinguere i debiti

Foto di repertorio

TAVIANO – Il coronavirus sta mietendo vittime e non solo nel senso classico del termine. Le misure indispensabili per contenere l'epidemia, infatti, stanno provocando pesanti ricadute sul tessuto economico di tutto il Paese, Salento compreso.

È questo il caso di Taviano, città nota per la coltura dei fiori e che, proprio sul comparto florovivaistico ha costruito la sua fortuna. Il settore però è stato colpito alle ginocchia da quando il mercato dei fiori della città è stato chiuso: una decisione indispensabile per ottemperare alle norme del decreto del 9 marzo scorso.

Così le aziende floricole, non solo locali ma dell'intera regione che si riversavano in quel centro d'eccellenza, si sono ritrovate a dover interrompere la loro attività, con ripercussioni anche sul profilo occupazionale.

L'ammistrazione comunale non è rimasta però a guardare dalla finestra. E, con una delibera di giunta, la numero 87 del 17 marzo, ha chiesto al governo regionale di trovare soluzioni per tutelare il comparto.

Il sindaco in persona si è reso disponibile a partecipare a trattative ed incontri sia presso il ministero delle Politiche agricole sia presso l'assessorato della Regione Puglia, per dare risposte e garanzie ai lavoratori colpiti dai provvedimenti.

Più nel dettaglio, l'amministrazione comunale ha chiesto la concessione di mutui a tasso zero per l'estinzione di debiti bancari per le aziende che abbiano subito un danno, diretto o indiretto; l'approvazione della cassa integrazione in deroga e, alle banche, di sostenere le aziende sulla scorta delle indicazioni che arriveranno dall'esecutivo nazionale.

In più il Comune di Taviano ritiene necessaria una regolamentazione delle attività di commercializzazione dei fiori come dei prodotti agroalimentari, al fine di scongiurare fenomeni di concorrenza sleale.

Le dichiarazioni del sindaco Tanisi e della consigliera Giannì

Secondo il primo cittadino, Giuseppe Tanisi, la crisi del comparto è stata aggravata anche dalla chiusura dei mercati europei che ha bloccato le esportazioni.

"È fuor di dubbio – ha chiosato il sindaco - che questa crisi investe tanto il settore floricolo e agricolo quanto tutte le categorie di lavoratori autonomi o dipendenti di aziende: è pertanto nostro interesse farci promotori delle loro istanze anche presso tavoli nazionali, dando voce al grido di aiuto e talora di disperazione di tanti nostri concittadini, al fine anche di incentivarne un rilancio dell'indotto economico".

"Il settore rappresenta il fiore all'occhiello dell'economia tavianese – ha commentato la consigliera delegata, Irene Gianní - e ci batteremo presso tutti gli enti sovracomunali per preservare l'incolumità dei nostri floricultori".

"Peraltro il comparto è identitario della nostra terra e quindi deve rappresentare una priorità nell'agenda politica – ha aggiunto -. In questi giorni così difficili, i nostri produttori hanno deciso di omaggiare i cittadini tavianesi con il frutto del loro duro lavoro: con i fiori che altrimenti sarebbero andati al macero, come segno di speranza e incoraggiamento a non arrendersi".

I volontari della Protezione civile in questi giorni hanno distribuito fasci di fiori, casa per casa: "Un gesto che ha riscontrando grande apprezzamento dai nostri concittadini e ne siamo commossi”, ha concluso la consigliera.  

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